Musica

«Artismo», l’esplosione world core dei DONBRUNO tra radici pugliesi e attitudine sperimentale

Il nuovo album del duo barese fonde funk, punk, jazz e dialetto in un progetto viscerale e autoprodotto, tra collaborazioni locali e un sound che vive soprattutto dal vivo

Sperimentazione e necessità espressiva. I DONBRUNO, duo barese attivo dal 2015, sembrano muoversi proprio su quel crinale, trasformando ogni intuizione sonora in materia concreta, fisica, quasi corporea. Con «Artismo», uscito lo scorso 27 marzo per Mosho Dischi (distribuzione Artist First), Domingo Bombini e Niccolò Mastrolonardo firmano il loro quarto lavoro discografico, un disco che non solo conferma la loro identità, ma la spinge oltre, in territori ancora più ibridi e radicali.

Definire «Artismo» non è semplice. Il duo parla di world core, una formula che rende bene l’idea di un impasto sonoro in cui il funk si sporca di attitudine punk, l’hardcore si intreccia con elementi jazz destrutturati e l’elettronica convive con strumenti acustici. Il risultato è un suono “muscolare e storto”, che rifiuta il virtuosismo fine a sé stesso per privilegiare groove ossessivi, incastri ritmici irregolari e un’energia che sembra pensata più per essere vissuta che analizzata.

Al centro del progetto resta una tensione costante tra radici e apertura. «Sentirsi legati alle proprie origini, ma con uno sguardo rivolto all’esterno» dichiarano i DONBRUNO, e in effetti il disco costruisce un paesaggio sonoro in cui il dialetto pugliese diventa elemento identitario forte, intrecciandosi con samples, voci tribali e suoni ottenuti anche da oggetti di uso quotidiano. Una ricerca che restituisce un senso di appartenenza senza mai chiudersi in un perimetro locale, ma anzi dialogando con influenze globali.

Non è un caso che tra le coordinate ideali del disco si possano rintracciare riferimenti che vanno dai Beastie Boys a Enzo Del Re, passando per Caparezza e i Primus. Un ponte musicale immaginario che trova una delle sue espressioni più emblematiche nella cover di «Loser» di Beck, reinterpretata in dialetto barese e trasformata in un episodio sorprendente, capace di coniugare ironia, rispetto e reinvenzione.

Importante anche la presenza di due collaborazioni che rafforzano il legame con la scena barese: il rapper Reverendo, protagonista in «Te Iadore» (cover di Enzo Del Re), e Davide Ceddia, attore e musicista che firma testi inediti in dialetto nei brani «Gezz Nicholson» e «John Lemon». Interventi che amplificano la dimensione “popolare” del disco, da sempre uno dei tratti distintivi della band.

Dal punto di vista produttivo, «Artismo» rappresenta una dichiarazione di intenti altrettanto chiara. Il disco è stato interamente registrato e prodotto nella sala prove del duo, seguendo un approccio di home recording che sottolinea l’attitudine Do It Yourself dei DONBRUNO. A completare il lavoro, il mixing affidato a Leandro Ferraiuolo (Till Deaf Recording Studio di Caserta) e il mastering curato da Stefano Romano, per un risultato finale che mantiene intatta la ruvidità originaria senza rinunciare a una resa sonora efficace.

Anticipato dai singoli «Dottor Thomas» e «Te Iadore», «Artismo» si sviluppa in nove tracce per poco meno di mezz’ora di durata, configurandosi come un’esperienza compatta ma intensa. Un disco che sembra trovare il suo naturale prolungamento nella dimensione live, da sempre terreno privilegiato del duo, dove loop, pattern e tensioni sonore si trasformano in un vero e proprio rituale urbano.

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