L'intervista
Dopo Sanremo ecco «io Individuo», nuovo album di nayt: tra società e contraddizioni, quanto è fragile l'uomo di oggi!
Il cantautore presenta il disco (dentro anche un feat. con Elisa) e fa felici i fan pugliesi: il 28 marzo instore tour a Bari, il 3 novembre live al Palaflorio. «Non mi piace assecondare un meccanismo dove l'artista è solo un pupazzo, preferisco i rapporti profondi con chi mi segue»
«Sono uscito dall’esperienza di Sanremo molto soddisfatto, per essere riuscito a portare il tipo di musica e poetica in cui credo. Non ricordo altri casi in cui un pezzo così rap e complesso abbia ricevuto un riscontro così importante». È un momento felice per nayt, che reduce dal Festival con «Prima che» pubblica oggi io Individuo, nuovo album - il decimo - che segna un ulteriore passo avanti nel suo percorso di indagine sulle fragilità del presente, con la solita scrittura profonda e stratificata che l’ha reso una delle voci più riconoscibili del panorama contemporaneo. Inizia oggi anche l’instore tour che porterà il cantautore romano (al secolo William Mezzanotte) in tutta Italia (l’ultima tappa a Bari, sabato 28 marzo alle 16.30 da Centro Musica, in corso Vittorio Emanuele II), prima dell’atteso tour nei palasport che invece partirà proprio dal capoluogo pugliese, il 3 novembre al PalaFlorio per poi toccare Padova, Milano, Roma e Napoli.
Tredici tracce che scavano nell’identità in una riflessione lucida e senza filtri sull’essere umano inserito nella società, tra contraddizioni, limiti e tensioni. Tra i momenti più intensi dell’album spicca «Stupido pensiero», in featuring con Elisa: «Ci siamo visti in studio di mattina presto e siamo rimasti fino alle tre di notte - racconta nayt - è un pezzo nato da zero, un’esperienza incredibile, penso abbia dato al disco quel qualcosa che mancava». Un mosaico di emozioni per un album di ricerca, che affronta tematiche complesse: il rapporto tra individuo e collettività, il ruolo dell’industria discografica, le dinamiche sociali contemporanee anche in relazione al femminile, in una narrazione che invita all’ascolto e al dialogo, spingendo oltre la superficie.
Una profondità che il cantautore cerca anche nel rapporto con il pubblico affezionato che lo segue. Alla vigilia del Festival di Sanremo aveva dichiarato che preferiva approfondire la conversazione con chi lo ferma per strada, più che stare lì a farsi fare una foto, e proprio in occasione della presentazione di io Individuo ha ribadito questo concetto: «Non mi piace elevarmi, mettermi su un piedistallo o assecondare un meccanismo dove l’artista è solo un pupazzo o un simbolo di successo al quale affiancarsi. Nell’incontro anche casuale preferisco parlare di musica, ma anche che l’attenzione non sia su di me come persona, magari più sugli altri. Ecco perché mi piace la dimensione dei live e dei palasport: è un palco sul quale salgo per presentare l’attività e le mie canzoni, non presento me».
Dal punto di vista musicale, nayt continua a muoversi tra urban e cantautorato, superando i confini di entrambi i generi. La sua scrittura resta il fulcro del progetto: diretta, sincera, capace di trasformare inquietudini personali in un racconto collettivo. Un’identità artistica costruita nel tempo che si riflette anche nelle scelte grafiche di questo album. La copertina infatti è un quadro acrilico su tela 120x120cm dipinto a mano dall’artista Ozy e ispirato dalla fotografia «De Schimmel» (1992), scattata dal fotografo tedesco Hannes Wallrafen.
Un percorso costellato di riconoscimenti – tre dischi d’oro e due di platino – e una crescita costante, sia in studio che dal vivo. Aspettando poi il coronamento con l’attività live nei palasport, passaggio fondamentale nella carriera dell’artista. Sul palco porterà l’universo del nuovo album insieme ai brani più rappresentativi della sua carriera, in uno show che promette di unire intensità emotiva e forza espressiva, tra radici rap e apertura cantautorale. Un’ulteriore conferma di come nayt sia uno degli artisti più solidi e in evoluzione della sua generazione. La sua capacità di mettere a nudo fragilità e conflitti interiori, trasformandoli in musica, resta il tratto distintivo di un linguaggio sempre più personale. E con io Individuo questo percorso raggiunge una nuova consapevolezza: l’invito a riflettere, a mettersi in discussione, a cercare – senza necessariamente trovare – una propria verità.