L'intervista

«Pensieri chiari» e voce, ecco l'identità di Moisen

Esce oggi l'EP del talento tarantino, anticipato da tanti piccoli spoiler su Instagram

Dopo mesi di piccoli spoiler condivisi sul suo profilo Instagram, il tarantino Moisen, Simone Presicci, classe 1994, è pronto a lanciare ufficialmente il nuovo progetto discografico, «Pensieri Chiari», EP che vede la luce oggi, venerdì 19 settembre, su tutte le piattaforme digitali, e oltre ai singoli già pubblicati conterrà anche due brani inediti. La sua è una storia segnata da ostacoli: ex promessa del Taranto calcio, ha dovuto rinunciare alla carriera sportiva dopo tre interventi sbagliati al ginocchio. Una ferita che l’ha spinto a reinventarsi, tornando a coltivare quella passione per la musica che non lo aveva mai abbandonato. Il suo stile unisce elettronica e R'n'B con contaminazioni hip-hop, blues e jazz, senza dimenticare i maestri che hanno segnato la sua crescita musicale, da Alex Baroni a Stevie Wonder.

Come è stato il percorso per arrivare all’EP nella sua interezza, quali i punti fondamentali di questo lavoro?

«È un EP nato dopo un periodo difficile, nel quale ho cercato di ritrovare me stesso e capire la mia identità artistica. Ho scritto tanto e scartato tanto, canzone dopo canzone sentivo di avvicinarmi all’obiettivo: avere le idee chiare. Il titolo è stato una conseguenza»

A livello di comunicazione ha scelto di regalare ai suoi ascoltatori piccoli spoiler sul profilo Instagram, come è stata accolta questa mossa dal pubblico?

«Bene, al giorno d’oggi la comunicazione è rapida e continuativa, ho voluto permettere alle persone di conoscere pian piano questo progetto con degli estratti. C’è stata una buona risposta e una conseguente crescita e ora è arrivato il momento che tutti possano sentire Pensieri chiari nella sua interezza».

Radici pugliesi, nel brano «Casa mia» canta la difficoltà tra il restare attaccato alla terra e l’andare via: è una storia personale? Che rapporto ha oggi con i suoi luoghi di nascita?

«È una storia personale, ma come la mia ce ne sono tante simili, soprattutto al Sud. Spesso qui per mancanza di risorse si è spinti ad andare altrove. Ho vissuto per anni a Roma, ma ora sono tornato in Puglia per fare musica. Uno dei messaggi che lancio con questo album è proprio quello di avere amore per la propria terra e cercare di realizzarsi dove si è nati. Solo così, una regione come la nostra che per tanto tempo non è stata apprezzata, può tornare a vincere».

Nell’EP si parla molto di rapporti umani, secondo la sua storia, la musica aiuta ancora a tirare fuori emozioni e sensazioni?

«Assolutamente, soprattutto se si fa musica pensando alla musica e non al risultato. Credo che le canzoni più emozionanti e che tutti ci ricordiamo siano state create dopo esperienze di vita vissuta, e per questo siano cariche di significato. Tuttora la musica, se fatta col cuore, può smuovere coscienze, emozionare, curare e aiutare le persone».

Colpisce la cura dei suoni di questo lavoro: ci racconta come funziona il processo creativo?

«⁠Scrivo canzoni in modo molto istintivo. A volte parto da un testo, a volte da una melodia che ho nella mente. Per questo progetto ho deciso di collaborare con il mio amico e produttore Jaze Dean e insieme abbiamo elaborato tutte le mie idee confrontandoci su tutto. Per quanto riguarda la mia voce, è un mix di lavoro autodidatta e lezioni prese negli anni. Ho avuto la fortuna di trovare insegnanti che non mi mettessero paletti e mi lasciassero libero di sviluppare la mia personalità. Penso sia una voce ibrida, non ha un singolo punto di riferimento, ma è contaminata da generi e stili».

Ha una storia personale e professionale intensa: se potesse incontrare il Simone di un po’ di anni fa, che si approccia a vedere il disco pubblicato, cosa gli direbbe?

«Gli direi che ha fatto la scelta giusta. Direi di avere più coraggio, di credere in se stesso e non farsi distrarre da altro. Se tornassi indietro metterei, come sto facendo ora, al centro della mia vita la musica».

Cosa le piacerebbe che rimanesse a chi ascolta queste tracce?

«Che possano piacere a quante più persone possibili. Vorrei che la mia musica le aiutasse ad avere ciò di cui hanno bisogno. Penso che una volta pubblicata, una canzone sia in mano alle persone e ognuno possa trarne il messaggio necessario nel momento in cui l’ascolta. Io da parte mia vorrei trasmettere l’amore per la propria terra e la voglia di distinguersi dalla massa. Sto cercando di fare musica che non ascolto in giro e spero arrivi alle persone».

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