Il ritrovamento

Paura a Porto Cesareo, in un frigo abbandonato trovati dei «resti» tra cui un piede: ma è solo una bambola di silicone

L’intervento degli ispettori ambientali e di Legambiente: inizialmente ipotizzati resti umani, poi si scopre che si tratta di un manichino o di una “sexy doll” in silicone

Dei «resti» nascosti in un frigorifero abbandonato nelle campagne di Porto Cesareo hanno destato allarme tra gli ispettori ambientali e i volontari del circolo di Legambiente, intervenuti per la consueta attività di controllo e rimozione dei rifiuti ingombranti.

All’interno dell’elettrodomestico è stato rinvenuto un sacco nero contenente alcuni pezzi anatomici che, a prima vista, hanno fatto temere la presenza di resti umani. La scena ha inizialmente generato forte preoccupazione tra gli operatori, che hanno immediatamente avviato le verifiche del caso.

Successivamente, però, gli approfondimenti hanno chiarito la natura del materiale: non si trattava di resti umani, bensì di un oggetto in materiale elastico, verosimilmente un manichino o una bambola realistica in silicone, comunemente reperibile anche online.

Secondo quanto riferito dagli stessi volontari sui canali social del circolo di Legambiente di Porto Cesareo, la consistenza del materiale avrebbe inizialmente tratto in inganno gli operatori, anche per l’aspetto particolarmente realistico di alcune parti.

In un primo momento si era ipotizzato si trattasse di un manichino smaltito in modo irregolare. Tra le varie interpretazioni emerse anche quella di una cosiddetta “sexy doll”, successivamente smontata o danneggiata e poi abbandonata nelle campagne.

Il ritrovamento è stato segnalato nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale del territorio, finalizzate alla prevenzione e al contrasto dell’abbandono illecito di rifiuti ingombranti nelle aree rurali del Salento. Superato il momento di choc INIZIALE hanno tutti potuto tirare un respiro di sollievo.

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