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Bari, due restauratrici stanno dando nuova vita ai candelabri sul Lungomare: ricollocati i primi elementi

Le operazioni di smontaggio sono partite lo scorso settembre: intento dell’amministrazione è, a conclusione del restauro, riposizionare gli elementi sul litorale cittadino entro gli inizi di maggio, esattamente nella loro posizione originaria

Tornano dopo le operazioni di restauro i primi candelabri ornamentali sul lungomare di Bari, uno degli elementi simbolo della città.

La prima tranche di lavori ha interessato 24 candelabri, sul totale di quasi duecento elementi. Le operazioni di smontaggio sono partite lo scorso settembre: intento dell’amministrazione è, a conclusione del restauro, riposizionare gli elementi sul litorale cittadino entro gli inizi di maggio, esattamente nella loro posizione originaria. A seguire, si procederà con la manutenzione di ulteriori 48 lampioni, nell’ambito dello stesso finanziamento. L’obiettivo finale è, anche con la successiva gara in fase di pubblicazione, inserire nel programma di manutenzione straordinaria, con modalità diverse per ogni manufatto, tutti i candelabri presenti sul lungomare, dalla spiaggia di Pane e Pomodoro sino al piazzale Cristoforo Colombo, in prossimità del porto.

I lavori hanno previsto la sostituzione dei corpi illuminanti con lampade a led di ultima generazione, a risparmio energetico e telecontrollate.

Per valutare lo stato di deterioramento dei singoli candelabri, in fase preliminare il Comune di Bari ha affidato un’approfondita indagine con valutazioni tecniche a due restauratrici specializzate, incaricate dall’amministrazione di catalogare i candelabri, stabilendo una scala di urgenze rispetto agli interventi da realizzare.

Le due professioniste qualificate, esperte rispettivamente nel restauro di “Materiali e manufatti in metallo e leghe” e “Materiali lapidei, musivi e derivati”, come richiesto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, hanno catalogato i 198 candelabri, realizzati in metallo e posti su basamenti lapidei, valutando quattro diversi livelli di urgenza: sono stati, dunque, individuati i primi 24 lampioni su cui intervenire, sulla base della presenza di criticità indicate dalle due professioniste. Anche per le tranche successive di lavori, si terrà conto delle priorità, soprattutto strutturali, segnalate nella relazione tecnica.

Nello specifico, di ogni candelabro è stato valutato lo stato di deterioramento delle singole componenti (dalla base ai bracci): le parti recuperabili sono state restaurate, mentre le componenti da sostituire sono state inviate in fonderia e ricostruite fedelmente, grazie agli stampi dei lampioni monumentali a disposizione dell’amministrazione comunale. Come previsto, è stata sostituita anche l’anima in ferro con un palo in acciaio, saldato al basamento in muratura.

Le operazioni di restauro hanno tenuto conto delle tipicità dei singoli candelabri, preservando l’unicità e le caratteristiche di ogni elemento, legate anche ai segni del tempo e alla loro precisa collocazione.

Per i primi 24 candelabri sono state, dunque, completate le attività di smontaggio, catalogazione, trasporto e manutenzione straordinaria, e ora è cominciato il rimontaggio, con sistemazione anche dei basamenti in pietra. 

La storia dei lampioni del lungomare

I 198 iconici lampioni del lungomare che adornano i tre chilometri di strada, dall’entrata del porto a Pane e Pomodoro, sono tra i simboli più noti di Bari, immortalati in cartoline, fotografie e dipinti d’autore. I lampioni furono installati durante la costruzione del lungomare cittadino voluto da Araldo di Crollalanza. Quindi con i tufi provenienti dalla “cava del prete” fu creato il waterfront barese, che si andò pian piano a illuminare proprio grazie ai caratteristici candelabri.

I lavori durarono dal 1929 sino alla metà degli anni 30 e originariamente previdero un uso più esteso delle lanterne che arrivavano addirittura fino all’entrata monumentale della Fiera del Levante. Ma i baresi potettero godere del nuovo lungomare solo per poco tempo: durante la Seconda Guerra Mondiale l’industria bellica fece man bassa di tutto ciò che era composto di metallo per costruire armi; così i lampioni vennero smantellati e la strada costiera dovette rimanere priva sino al termine del conflitto mondiale.

Nel 1949 si decise, però, di avviare una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari al ripristino degli amati lampioni. A partire dal 1962 i lampioni furono oggetto di un considerevole restyling: le lampade sferiche che li avevano caratterizzati fino ad allora vennero sostituite con quelle cilindriche odierne. A realizzarli fu l’azienda barese “Officina Fonderia F. Corazza”, il cui marchio è impresso in rilievo sul basamento di ognuno di essi. La fabbrica era diretta dal commendatore Francesco Carrozza.

La notte di Capodanno del 1980 il lungomare fu devastato da una mareggiata e i blocchi in pietra, compresi i lampioni, spostati di parecchi metri. Alcuni lampioni andarono distrutti e, grazie alla stessa fonderia Corazza che conservava ancora il calco originale, poterono essere riprodotti. I lampioni portano incisa la scritta “Officina Fonderia F. Corazza”.

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