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Celebrare San Valentino anche da single

Emanuela Megli

E se questa festa nascesse da un gesto, da un’azione simbolica, quale sarebbe la tua?

San Valentino spesso evoca immagini di coppie felici e cuori rossi, ma per chi è solo può suscitare sentimenti diversi: malinconia, nostalgia o anche consapevolezza di sé. Psicologicamente, l’amore non riguarda solo la relazione romantica: esiste un amore per sé stessi, per la vita, per gli amici e per le passioni personali, che può essere coltivato anche da chi è solo.

Essere soli non significa essere incompleti, ma generativi in altri modi; San Valentino può diventare un’occasione per:
Coltivare l’autostima e la cura di sé – dedicarsi a ciò che nutre il corpo e la mente.

Riconoscere le proprie relazioni affettive – amici, famiglia, compagni di vita non romantici sono fonti di amore reale.
Creare nuovi legami – partecipare a eventi, attività creative o di volontariato può trasformare la solitudine in connessione sociale, alimentando il senso di comunità.

Riscoprire le passioni personali – hobby, sport o progetti possono essere forme di amore verso sé stessi.
Ritrovare la connessione interiore attraverso la spiritualità – partecipare attivamente al rito, la preghiera e la meditazione, riscoprendo il senso della vita e delle cose, ritrovando la pace e la gratitudine.

In questo senso, l’amore a San Valentino non è riservato a chi ha un partner: è l’occasione per celebrare la capacità di amare e prendersi cura di sé e degli altri, indipendentemente dallo stato sentimentale.

E se celebrare un diverso San Valentino, nasce da un gesto, da un’azione simbolica, quale sarà la tua?

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