L'ambasciatore britannico Ed Llewellyn in visita a Bari: tappa alla Gazzetta del Mezzogiorno

In visita istituzionale in Puglia, Llewellyn ha incontrato il direttore Iarussi e la redazione per una chiacchierata a tutto tondo

Marisa Ingrosso

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Marisa Ingrosso

Giovedì 26 Maggio 2022, 12:28

31 Maggio 2022, 00:04

Quando l’Ambasciatore della Gran Bretagna, lord Edward Llewellyn, fa il suo ingresso nella Redazione centrale della «Gazzetta», e stringe la mano al direttore, Oscar Iarussi, la sua spilla da giacca brilla sotto i flash dei fotografi. Sarà grande un pollice ed è dei forma inconsueta per una “feluca” dell’ex Impero: accanto agli smalti della bandiera di Sua Maestà, la Union Flag, scintilla un’altra bandiera, quella blu cielo e giallo grano dell’Ucraina. Segno dei tempi, travagliati, e della rocciosa posizione di Londra, al fianco di Kiev.

Lord Llewellyn, un pezzo di infanzia vissuto vicino Napoli, al seguito del papà ufficiale della Royal Navy, è diventato ambasciatore proprio alla vigilia di questo sanguinoso conflitto. «Sono arrivato a Roma il 25 febbraio, il giorno dopo l’inizio di questa guerra tra Stati, l’invasione della Russia ad un Paese libero e sovrano, l’Ucraina – racconta – La prima cosa che ho fatto è stata andare dal mio omologo ucraino per esprimergli la solidarietà mia e del mio Paese. E – aggiunge con uno sguardo d’intesa al Console onorario britannico a Napoli, Pierfrancesco Valentini di Castromediano - abbiamo issato la loro bandiera davanti all’Ambasciata britannica».

L’alto diplomatico rileva come questo conflitto «non è lontano da qui e ha un impatto su tutti noi» e si dice «colpito dalla risposta del Governo e del popolo italiano. Il primo, per le sanzioni, l’espulsione di alcuni russi e il sostegno a Kiev. Il secondo per la solidarietà espressa a quel popolo. Ovunque vado vedo bandiere dell’Ucraina».
In questi tre mesi ha viaggiato molto («Voglio conoscere di persona tutte le regioni d’Italia») e annuncia l’intenzione, dopo la Puglia, di «visitare la Basilicata, forse già la prossima settimana». Sono «legami storici e fortissimi, di amicizia» quelli tra la l’Isola e l’Italia, sottolinea l’Ambasciatore, con rapporti di «cooperazione sotto il profilo culturale, economico, in politica estera e anche nella Difesa». Inoltre, «sono 700 mila gli italiani che vivono nel Regno Unito» e, nonostante la Brexit, «restiamo un Paese accogliente» e le braccia sono aperte «per gli studenti italiani» che volessero perfezionarsi nelle blasonate università britanniche, anche se sono venute meno le tariffe agevolate garantite dalla Ue.

Non è la prima volta, nella sua lunga carriera, che lord Llewellyn ricopre incarichi di rilievo in momenti cruciali per l’Europa. Inizia nel 1988, all’indomani della caduta del muro di Belino, e due anni dopo è Segretario Privato di Margaret Thatcher. Non si sottrae, quando gli si chiede come la Lady di Ferro avrebbe giudicato il cambio di fronte di quella Russia che, fino a pochi anni fa, appariva un partner affidabile, soprattutto agli occhi dell'Italia. «Penso spesso a cosa direbbe. Ho lavorato con lei per un anno, immediatamente dopo le sue dimissioni da Primo ministro. Era un periodo di grande fermento, dopo il crollo del Muro. La libertà era in marcia. Impossibile dire con certezza quali valutazioni farebbe, ma credo sottolineerebbe l’importanza di difendere la libertà e dare sostegno a un Paese attaccato e a non lasciare una situazione nel mondo in cui might is right, in cui vige la ragione del più forte. Su questi principi fondamentali della libertà e del diritto dei Paesi liberi di difendersi, sono convinto che la Thatcher sarebbe in prima linea. Per lei l’unità dei Paesi democratici è sempre stata importantissima, così come l’unità della Nato».

Inutile dire che la mossa bellica di Mosca ha, tra le sue perniciose ripercussioni, il riacutizzarsi di antiche “faglie” geopolitiche. Nel Mediterraneo, nel Mediterraneo allargato e anche nei vicini Balcani. L’ambasciatore britannico ne è consapevole e, tra l’altro, conosce bene le dinamiche d’oltreadriatico giacché ha avuto lunghi incarichi a Sarajevo, anche negli anni successivi a quella dolorosa guerra. Si dice «convinto dell’importanza della cooperazione di Gran Bretagna e Italia, dobbiamo lavorare insieme per un Mediterraneo più sicuro» ed «è importantissimo che facciamo tutto per sostenere Paesi, come la Bosnia, per contrastare il rischio di instabilità. La ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, è a Sarajevo ora, proprio per sottolineare il bisogno, politico e fattivo, di portare la nostra solidarietà, e non solo alla Bosnia-Erzegovina».
L’Ambasciatore Llewellyn, proseguirà la sua visita in Puglia incontrando il presidente della Regione, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Sarà ricevuto dal prefetto, Antonia Bellomo, e dagli industriali, capeggiati da Sergio Fontana (presidente Confindustria Bari e BAT), oltre che dalla presidente Federturismo, Marina Lalli. Poi la partenza, alla volta del Molise. Questo però è solo «un arrivederci».

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