l'idea

Da Galatina a Vienna, gli studenti salentini ballano la pizzica nel Palazzo della Secessione: il video del flashmob

Toti Bellone

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I ragazzi hanno danzato prima sulle note della Nona sinfonia di Beethoven, e subito dopo, con il brano Nina del musicista di Calimera, Antonio Castrignanò

La sempre più iconica “pizzica salentina”, sbarca in uno dei contenitori più importanti di Vienna. Lo ha fatto questa mattina con gli studenti delle classi 5A e 5B del Liceo Classico “Pietro Colonna” di Galatina, in viaggio d’istruzione nella capitale austriaca. Nel bellissimo Palazzo della Secessione, luogo-simbolo di arte ed avanguardia, debitamente autorizzati, hanno inscenato un flash mob, ballando prima sulle note della Nona sinfonia di Beethoven, e subito dopo, con il brano “Nina” del musicista di Calimera, Antonio Castrignanò, su quelle del ritmo tipico del Tarantismo, a sua volta nato dal leggendario morso della tarantola.

La scelta di ricorrere al flash mob, non è stata casuale. Con i balli scanditi dalla musica classica che da sempre è associata a Vienna, e con la “pizzica” che invece caratterizza la musica popolare dell’antica Terra d’Otranto, sostenuti dalla dirigente scolastica Maria Rita Meleleo e dai docenti Mirko Gabellone e Giusi Greco, gli studenti hanno esaltato il motto universale “traditio pontem inter populos facit” (La tradizione crea un ponte fra i popoli), sottolinea l’importanza dell’unione fra le genti. Una frase che racchiude pienamente il senso dell’iniziativa e lo spirito con cui gli studenti hanno vissuto l’esperienza in Austria, così creando il “loro” ponte, fatto di incontro e partecipazione, dialogo e libertà ed unione fra i popoli.

Durante il viaggio nella capitale della Mitteleuropa, le ragazze ed i ragazzi del Liceo galatinese, hanno vissuto un’esperienza formativa carica di emozioni, sviluppatasi in un percorso tra arte, storia e cultura, grazie al quale hanno respirato il fascino imperiale della città e la vivacità delle sue espressioni artistiche, tra palazzi storici, musei e suggestioni musicali senza tempo.
Al contempo, proprio nel Palazzo della Secessione, si sono misurati con la frase ideata nel 1898 dal critico d’arte ungherese Ludwig Hevesi “Der Zeit hire Kunst. Der Kunst ihre Freiheit” (Al tempo la sua arte. All’arte la sua libertà), che esprimeva il desiderio degli artisti di staccarsi dalle tradizioni accademiche e promuovere l’arte moderna.

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