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Bari, il colonnello del clan abusivo nella casa popolare: a Japigia sgomberato l'appartamento dei Lafirenze VIDEO
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Il 36enne è in carcere dopo l'arresto nell'operazione Codice Interno: è stato condannato perché ritenuto uno dei gestori del traffico di droga per conto dei Parisi-Palermiti
Dal 2016 occupava un alloggio popolare in via Guglielmo Appulo, al quartiere Japigia, senza averne titolo e con un debito arrivato a 90mila euro. E’ per questo che oggi 17 marzo il procuratore Roberto Rossi ha disposto l’esecuzione dello sgombero dell’appartamento di Umberto Lafirenze, 36 anni, ritenuto un colonnello del clan Parisi-Palermiti, per il quale sarebbe stato uno dei responsabili del traffico di droga.
A eseguire l’operazione di sequestro dell'appartamento nel cosiddetto quadrilatero oltre 100 persone tra militari dei carabinieri e della Finanza, agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale di Bari, assistiti dai Vigili del Fuoco e da personale di Arca Puglia centrale coordinato dal direttore generale Piero De Nicolo.
Umberto Lafirenze è attualmente in carcere dopo l’arresto nell’ambito del blitz Codice Interno di febbraio 2024. A maggio 2025 è stato condannato a 17 anni e 6 mesi nell’ambito del processo sulla cosiddetta «Società della droga» che a Japigia avrebbe operato a latere della guerra che si era innescata tra i Parisi e i Palermiti per il controllo del traffico di stupefacenti, mentre nel processo in abbreviato di Codice Interno è stato condannato a 10 anni e 8 mesi.
L’alloggio sgomberato risulta occupato dalla nonna (il cui marito, deceduto nel 2012, ne era legittimo assegnatario) e dai due fratelli di Umberto Lafirenze. A febbraio l'Arca aveva notificato ai familiari un preavviso di sfratto dopo che nel 2016 era stata rigettata la domanda di subentro nell'assegnazione, e dopo che invano in questi anni era stata chiesta la restituzione delle chiavi. Umberto Lafirenze e sua nonna sono indagati per occupazione abusiva e deturpamento di cose altrui. Il provvedimento di sequestro della Procura dovrà essere convalidato, poi l'abitazione potrà essere restituita all'Arca per essere affidata a chi attende in graduatoria una casa popolare.