L'evento

L'anima di Rino Gaetano rivive al Polo Museale di Trani

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Applausi per lo spettacolo con Alessio Vassallo, musica dal vivo e la regia di Alessandra Pizzi

Al Polo Museale di Trani il tempo sembra essersi fermato. In un silenzio carico di attesa, il 1981 torna improvvisamente vicino, non come esercizio di nostalgia, ma come cortocircuito emotivo e culturale. Lo spettacolo Il cielo è sempre più vero, dedicato a Rino Gaetano, ha saputo restituire al pubblico un ritratto potente e spiazzante dell’artista, riportandone in scena l’essenza più nuda e graffiante.

Protagonista assoluto della serata è stato Alessio Vassallo, autore di una prova attoriale intensa e priva di qualsiasi imitazione didascalica. La sua interpretazione ha scavato oltre l’icona pubblica, restituendo l’uomo, le sue inquietudini, la rabbia lucida e l’ironia come strumento di sopravvivenza. Vassallo non “interpreta” Rino Gaetano: lo attraversa, ne incarna le ferite e la tensione civile, portando in scena un artista capace di denunciare l’ipocrisia del potere senza mai rinunciare alla propria fragile umanità.

Accanto alla parola, la musica ha avuto un ruolo centrale grazie al pianoforte di Lorenzo Mancarella, che ha costruito un dialogo costante con la narrazione scenica. Le sue esecuzioni non si sono limitate ad accompagnare i brani più noti del repertorio, ma li hanno trasformati in vere e proprie riflessioni sonore sull’alienazione, l’ingiustizia e il disagio sociale, dando nuova profondità alle canzoni di Gaetano.

A guidare questo equilibrio tra parola, musica e silenzio è stata la regia di Alessandra Pizzi, lucida ed essenziale, capace di trasformare lo spettacolo in un racconto di formazione interrotto. Brani celebri come Gianna e Il cielo è sempre più blu hanno cambiato pelle, rivelandosi per ciò che sono: non semplici successi musicali, ma fotografie impietose di un Paese abituato a convivere con le proprie contraddizioni.

Il finale della serata ha assunto un valore fortemente civile. Spogliatosi dei panni di scena, Vassallo ha rivolto un appello diretto alla città, richiamando l’attenzione sulla carenza di spazi dedicati al teatro e al cinema. Un messaggio raccolto e rilanciato dalla Fondazione S.E.C.A., che con questa rassegna conferma il proprio ruolo di motore culturale del territorio.

In un’epoca di intrattenimento spesso sterile, la Fondazione S.E.C.A. ribadisce così la propria missione: fare del museo un luogo vivo, capace di riattivare la coscienza collettiva. Grazie a questo sodalizio di talenti, Rino Gaetano torna a essere quella voce scomoda e necessaria che disturba il sonno dei “giusti”, ricordando che non esiste libertà senza il coraggio della disobbedienza.

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