Lungomare di Libri

Bari, presentato il volume «Una storia di colori e libertà», omaggio fotografico di Loredana Moretti a Puccetto

Carmen Palma

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L'«artista-casellante» morto un anno fa a Tricase ha ospitato nella sua casa star di Hollywood e critici internazionali

BARI - Lo chiamavano il Pollock del Salento. Puccetto, all’anagrafe Rocco Antonio D’Aversa, nato e morto a Tricase a 65 anni, un anno fa.

Dal 1985 ha iniziato a lavorare nelle Ferrovie Sud-Est del Salento al casello n.34 di Tutino dal 1985, poi, l’”epifania” come ha detto il prof. Cazzato, che è uno dei prefatori del libro, insieme al critico Denis Curti.

Epifania dunque dopo aver visto una mostra del pittore Fernando De Filippis, per usare le sue stesse parole: anche lui sarebbe stato un artista (ma non amava essere definito così).

Nella sua casa da casellante sono passati proprio tutti, star di Hollywood e critici internazionali. Era un mondo incantato, così come testimoniano le fotografie della barese Loredana Moretti, fotografa dal 1990, diplomata in pianoforte e docente di sostegno. Proprio quelle foto sono raccolte nel volume “Una storia di colori e libertà”, presentato a Bari all’interno della rassegna “Lungomare di Libri” 2024, a Spazio Murat, Bari. il libro vuole essere una dedica semplice e diretta all'amicizia che ha legato l'autrice per oltre vent'anni all'artista-casellante: ventuno anni di bene e di rispetto, che hanno dato vita a questo progetto fotografico desiderato, pensato e voluto insieme.

Puccetto si è dedicato sempre a dare forma ai suoi pensieri e sentimenti attraverso la pittura e la scrittura, espressioni artistiche che lo hanno rappresentato con intensità e coinvolgimento differenti. Di sé stesso diceva di essere semplicemente “un imbrattatore di pezze”. Non amava i confini, i limiti, per questo le sue tele non erano incorniciate o fissate su supporti.

Ha utilizzato l’astrattismo per puro fluire di tutte le emozioni e l’action painting è stato più semplicemente il suo gesto liberatorio, il suo modo di fissarle su tela o su ogni supporto che decideva di utilizzare: lenzuola, tovaglie, cassetti, ante di legno, pannelli di polistirolo. Le sue tele sono state esposte presso in prestigiose gallerie nazionali. Inoltre molte sue opere sono state acquistate in gran numero dall’attrice Helen Mirren e da molti attori, registi e collezionisti nazionali e internazionali.

Il volume fotografico è articolato in cinque sezioni che costituiscono altrettanti frammenti rappresentativi della vita e delle opere di Puccetto.Iil luogo di lavoro di Puccetto, il casello di Tutino, si trasforma di volta in volta in spazio d'incontri, “rifugio peccatori” come lui stesso amava definirlo vergandolo con la vernice sulle pareti del casello e poi nell'atelier delle sue creazioni dove le pitture diventano pavimento e le pareti tele sulle quali “gettare” colori e scrivere versi.

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