l'appuntamento popolare
A Martina Franca la morte della Quarantana chiude il periodo di astinenza pasquale
In piazza Garibaldi viene sparata la Quarantana, o Quarantena, il bamboccio dalle sembianze di una donna molta anziana da almeno il 1500 la rappresentazione della Quaresima
La Quarantana è stata sparata, ieri sera, con la doppietta dal cacciatore e poi, mentre era ancora appesa, è stata bruciata con una lunga mazza impregnata di liquido infiammabile. Il freddo di queste sere di inizio primavera è stato riscaldato, in una piazza Garibaldi gremita di appassionati e di curiosi, da una sessione di quadriglia, la tradizionale danza meridionale al ritmo di tarantella, che ha anticipato il rito antico della fine della Quaresima. Onorati quelli della fede, la visita ai Sepolcri e la processione dei Misteri, più istituzionali e forse destinati più alle élite, la morte della Quarantana resta l’appuntamento popolare per eccellenza, quando la comunità si incontrava per festeggiare finalmente la fine del periodo di penitenza.
La Quarantana, o Quarantena, il bamboccio dalle sembianze di una donna molta anziana, è da almeno il 1500 la rappresentazione della Quaresima, in tutto il mondo cristiano, secondo quanto spiega Eugenio Imbriani, già docente di Antropologia presso l’Università del Salento. Secondo la tradizione, trasmessa oralmente, chi si prende la responsabilità di acchitarla, deve farlo per almeno sette anni. L’associazione Terra Martinae ha raccolto il testimone per la Quarantana in piazza Garibaldi da Vito Colucci, il mitico proprietario del Bar Tripoli. L’associazione di anno ad anno aggiunge elementi della tradizione contadina. Il bamboccio viene appeso con i sette alimenti che durante la Quaresima non si mangiano, tutti di origine animale. A Martina Franca è tradizione appendere anche la grattugia del formaggio. Storicamente si appende anche un’arancia con sette piume, che corrispondono alle sette settimane del periodo pasquale. Sette è un numero ricorrente nelle tradizioni popolari legate al periodo.
Il rito, fatto rivivere dall’Associazione Culturale Terra Martinae e dagli Amici del Venerdì di Martina Franca, con la collaborazione della associazione San Giuseppe Onlus e con il patrocinio della Pro Loco e dell’Assessorato alle Attività Culturali e allo Spettacolo del Comune di Martina Franca, nonostante le sue potenzialità non è ancora un’attrazione per le decine di turisti che in questi giorni passeggiano naso all’insù per il vicoli del centro storico martinese. Del resto i volontari che hanno organizzato la fine della Quarantana lo fanno innanzitutto per tenere viva una tradizione, più che per attirare turisti, mantenendo, nonostante le molte telecamere puntate, una certa genuinità che fa di questo uno degli appuntamenti irrinunciabili dei riti quaresimali della Valle d’Itria.