l’inchiesta

Taranto, sequestrata in casa anziana disabile si suicida: indagato il figlio 34enne

ALESSANDRA CANNETIELLO

La procura ha chiuso le indagini sul familiare che doveva vigilarla e accudirla. Lasciata senza cure nell’ottobre 2024 si è lanciata dal balcone

Avrebbe sequestrato in casa la madre, una donna affetta da un disturbo psichiatrico da diversi anni, arrivando anche a chiuderla sola nella loro abitazione e lasciandola spesso senza cure fino a quando, nell’ottobre 2024, la donna ha infine deciso di farla finita lanciandosi nel vuoto dal balcone della loro abitazione.

Una vicenda che ora vede il figlio della vittima, un 34enne tarantino (difeso dall’avvocato Paolo De Bartolo) indagato con le accuse di sequestro di persona e abbandono di incapace aggravato dal fatto che la donna si sia tolta la vita.

A notificare l’avviso di conclusione delle indagini, alcune settimane fa, è stato il sostituto procuratore Salvatore Colella. Un’inchiesta che ha fatto emergere una storia di fragilità e insieme una tragedia familiare. La vittima soffriva infatti di disturbo cronico dell’umore, vale a dire un disturbo depressivo persistente. Una malattia psichiatrica che induce chi ne soffre a essere costantemente accompagnato, nella vita di tutti i giorni, dalla sensazione di un esaurimento psicologico, da una perdurante mancanza di energia, da apatia perenne e da un profondo senso di vuoto. Un’ombra su di lei che l’avrebbe seguita negli ultimi anni della sua esistenza. Ed è proprio per questa sua condizione che era stata affidata alle cure del figlio, alla sua custodia e vigilanza. Una responsabilità che, tuttavia, secondo quanto emerso dalle indagini e contestato del magistrato inquirente Colella, il 34enne avrebbe del tutto ignorato arrivando persino a privare la madre della propria libertà.

Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, il figlio della donna non soltanto non aveva provveduto «in alcun modo all’assistenza o vigilanza della stessa in sua assenza» ma si era spinto anche a chiuderla in casa dall’interno «impedendole di uscire nelle ore notturne così privandola della propria libertà personale».

La tragedia, come accennato, si era verificata l’8 ottobre di due anni fa quando la madre dell’uomo era nuovamente sola in casa: la vittima si era poi sporta dal balcone del loro appartamento, al primo piano di uno stabile nel quartiere Tre Carrare, e si era infine tolta la vita.

Dopo il riscontro del quadro psichiatrico della donna, il suo caso è finito così sul tavolo della Procura di Taranto che ha in seguito aperto un fascicolo di inchiesta. Gli elementi raccolti in sede di indagine hanno poi spinto nella direzione del figlio della vittima, a partire dalla mancata assistenza della madre e sul perché quel giorno la donna si trovasse da sola e senza qualcuno a vigilarla e occuparsi di lei.

Entro 20 giorni dalla notifica dell’atto, infatti, il tarantino avrà facoltà attraverso il proprio difensore, di presentare memorie, documentazione oppure sottoporsi alle domande del pubblico ministero Colella che, all’esito di tali attività deciderà se archiviare le accuse nei confronti dell’indagato oppure confermare le ipotesi di reato e chiedere il rinvio a giudizio nei suoi confronti.

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