l’inchiesta
Taranto, l'istruttore del cane-eroe Bruno e quei post sui social con altri animali uccisi: una nuova discrepanza
Dai social emerge come Caressa si sia già trovato in passato dinanzi ai corpi senza vita dei suoi animali, a differenza di quanto l'istruttore ha dichiarato ai microfoni de Le Iene
«Mi hai ammazzato il cane... adesso fatti le valigie». Così scriveva su uno dei suoi canali social il 28 giugno 2017 Arcangelo Caressa, l'istruttore del cane-eroe Bruno, oggi indagato per simulazione di reato perchè secondo la Procura ionica avrebbe inscenato l'uccisione dell'animale a luglio dello scorso anno. Ma prima di Bruno, a quanto emerge dai vecchi post di Caressa, ci sono stati altri esemplari uccisi tra quelli allevati o istruiti da Caressa. Tra quelli scovati da Gazzetta, ad esempio, emerge quello di giugno 2017: nella foto che accompagna quella frase inequivocabile si vedono le zampe posteriori di quello che sembra un golden retriever, avvolte in un lenzuolo. Ma solo pochi mesi dopo, a ottobre 2017, un altro messaggio pubblico su Facebook racconta di un nuovo agguato: «Ancora una volta ve la siete presi con i miei cani... siete la feccia dell'umanità» a cui seguono diversi insulti e infine una sfida «adesso saprete chi sono io» e la foto di Caressa mentre accarezza un esemplare di malinois. Non è chiaro se in questa ultima occasione qualche animale sia morto o meno, ma Caressa e i suoi cani sembrano essere periodicamente nel mirino di alcuni assassini o malintezionati. E infatti a giugno 2018 pubblica un ennesimo messaggio «rivolto a quel pezzo di m...a che mi ha ucciso i cani e che mi ha distrutto il campo e ha tentato di dare fuoco...». L'istruttore scrive al plurale riferendosi ai cani e addirittura del campo distrutto dalle fiamme.
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