verso l'evento
Giochi del Mediterraneo, l'appello all’unità tra Taranto e Atene
Ferrarese: «Serve una grande azione condivisa e coraggiosa»
Nuovo appello all’unità di Massimo Ferrarese, ufficialmente verso tutti, ma il suo messaggio sembra essere particolarmente rivolto ai vertici del Comitato internazionale.
A 224 giorni dalla cerimonia inaugurale della kermesse in programma all’interno dello stadio “Iacovone”, il commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo si rivolge a tutte le istituzioni per raggiungere l’obiettivo finale, ma l’obiettivo delle sue parole sembra trovarsi ad Atene.
E così, in una nota inviata ieri di buon mattino, Ferrarese scrive: «I Giochi del Mediterraneo sono una grande opportunità per Taranto e per tutto il territorio, ma sono l’inizio, non il traguardo. Sono paragonabili ad una cura forte, necessaria, per rimettere in moto una città che ha dato tanto e che – il commissario in questo passaggio fa un chiaro riferimento alla situazione ambientale del capoluogo ionico - ha pagato un prezzo altissimo, come nessun’altra città in Italia».
Inoltre, il commissario nonché presidente del Comitato organizzatore locale aggiunge: «Ora, però, serve una grande azione condivisa e coraggiosa, che coinvolga la comunità, le imprese, le istituzioni locali, il nostro Paese e l’Europa». Ferrarese, del resto, non sembra avere dubbi e osserva: «Sta a tutti noi trasformare questa luce in lavoro, sviluppo e futuro. Taranto – conclude - può farcela, ma solo se lo facciamo tutti insieme».
L’appello di Ferrarese si inserisce nell’incertezza che regna ancora sovrana a proposito dell’affidamento dei servizi tecnologici da garantire nei Giochi del Mediterraneo (cybersecurity, antidoping, timing, broadcasting). Attività, queste, che Davide Tizzano, presidente del Comitato internazionale della manifestazione deceduto lo scorso 29 dicembre, avrebbe voluto fossero affidate direttamente a società di fiducia del Cijm. Il tutto, scontrandosi con il presidente-commissario Ferrarese che, invece, si era opposto invocando il ricorso a bandi pubblici così come prevede la legge per affidamenti di questa portata (la cifra stimata complessiva supera gli 11 milioni di euro). Con il passar dei mesi, sembrava essere stata raggiunta tra le parti una mediazione con il trasferimento delle risorse finanziarie necessarie da Taranto (Comitato organizzatore locale) ad Atene (Comitato internazionale), ma alla fine anche questa strada non ha portato ad alcun risultato visto che “Sport e Salute” non ha potuto rilasciare il parere di congruità sulla somma da girare richiesto da Ferrarese. Il motivo? La società pubblica, a sua volta, non ha ancora ricevuto dal Cijm le schede tecniche con la descrizione dei servizi “della discordia”.
Sin qui, in estrema sintesi, quanto avvenuto negli ultimi cinque mesi. Ora, se è vero da un lato che il braccio di ferro tra i due Comitati (dopo la morte di Tizzano l’organismo è retto dal vicepresifdente, il tunisino Mehrez Boussayene) non ha dato ulteriori reciproche prove muscolari, dall’altro, la situazione continua ugualmente a non sbloccarsi. La speranza è che tra Taranto e Atene, alla fine, sia Roma (ovvero il ministro Abodi) a trovare un’intesa sulle modalità di aggiudicazione di questi servizi che comunque la si pensi sono, oggettivamente, indispensabili per le gare dei Giochi. Da un punto di vista giuridico, in realtà, Ferrarese potrebbe anche agire in autonomia e pubblicare i bandi direttamente ma, se questo accadesse, i rapporti diplomatici con il Comitato internazionale salterebbero del tutto. Per questo, e possibilmente in tempi brevi, serve un accordo.
Infine, per quel che riguarda le opere pubbliche, proseguono secondo il cronoprogramma i lavori al Centro sportivo “Magna Grecia”. E a maggio, nell’impianto di via Zara angolo via Alto Adige, ci sarà il cosiddetto “test event”.