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Difesa e industria, Taranto hub strategico della Marina: Berutti Bergotto in visita alla base

maristella massari

Una visita tutt’altro che formale, che arriva in una fase delicata per la Marina Militare e per il territorio jonico, chiamato a reggere un ruolo sempre più centrale nello scacchiere della Difesa nazionale e Nato

Molto più di una base militare: Taranto è un perno strategico nell’architettura della sicurezza internazionale. Lo conferma la prima visita ufficiale nel capoluogo ionico del Capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, che ieri ha incontrato vertici militari e rappresentanze sindacali nella stazione navale di Mar Grande, a poche settimane dal suo insediamento.

Una visita tutt’altro che formale, che arriva in una fase delicata per la Marina Militare e per il territorio jonico, chiamato a reggere un ruolo sempre più centrale nello scacchiere della Difesa nazionale e Nato.

I numeri raccontano meglio di ogni slogan il peso di Taranto. Nel polo militare della Marina che comprende Taranto, Brindisi e Grottaglie operano oltre 10 mila militari, a cui si affianca una presenza significativa di personale civile e di una filiera industriale ad alta specializzazione. L’Arsenale di Taranto rappresenta, dopo quello di La Spezia, uno dei principali presìdi nazionali per le manutenzioni navali, con competenze storiche che oggi si intrecciano con tecnologie sempre più avanzate.

Non è un caso se negli ultimi anni le industrie della Difesa hanno rafforzato gli investimenti sul territorio. L’Arsenale jonico è al centro della strategia navale nazionale, come dimostra il contratto da 109 milioni di euro firmato nell’estate scorsa nell’ambito del programma di Mantenimento in Condizioni Operative (MCO), che garantirà fino al 2028 il supporto tecnico-logistico a unità di primo livello come la Cavour e i cacciatorpediniere classe Orizzonte. Un accordo che coinvolge Orizzonte Sistemi Navali, joint venture di Fincantieri e Leonardo, insieme a una filiera industriale che comprende anche Thales, MBDA ed Elettronica. E proprio Thales ha recentemente rafforzato la propria presenza a Taranto con l’apertura di un «Navy Service Centre» all’interno dell’Arsenale, confermando come la base jonica sia ormai integrata a pieno titolo nell’architettura della Difesa dell’Alleanza Atlantica.

Accanto alle prospettive, la visita ha però riportato al centro anche le criticità strutturali del sistema Difesa sul territorio. Le organizzazioni sindacali, in particolare la Cisl Fp Taranto Brindisi, hanno chiesto con forza al Capo di Stato Maggiore un piano industriale chiaro e definito per gli stabilimenti industriali e per l’Arsenale, sottolineando come la tenuta industriale di Taranto e Brindisi sia oggi un fattore vitale non solo per la Marina, ma per l’economia complessiva dell’area jonica. Dal sindacato è arrivato l’allarme sul rischio che strutture strategiche possano trasformarsi in «scatole vuote», svuotate progressivamente di competenze e «know-how» a vantaggio di esternalizzazioni che non generano benefici né occupazionali né economici sul territorio. Da qui la richiesta di un’analisi comparativa trasparente tra attività svolte «in house» e quelle affidate all’esterno, ribadendo che il personale civile rappresenta una risorsa non solo qualificata, ma anche economicamente sostenibile.

La visita dell’ammiraglio Berutti Bergotto assume dunque un valore che va oltre il protocollo. È il segnale di un’attenzione diretta verso un territorio che rappresenta un perno logistico, operativo e industriale della Marina Militare, in un contesto internazionale in cui la sicurezza marittima torna a essere un fattore decisivo.

Taranto, con la sua base, il suo Arsenale e una filiera industriale sempre più integrata, si conferma così capitale navale del Mediterraneo italiano: un asset strategico per la Difesa, ma anche una leva economica e occupazionale che chiede visione, investimenti e scelte coerenti per il futuro.

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