Energie green

Eolico nel Golfo di Taranto: ecco la proposta e la mappa «Dorada»

Cosimo Lanzo

Il progetto del parco «flottante» presentato da Helios Energy per un investimento da 4,78 miliardi di euro

TARANTO - Uno dei più grandi parchi eolici d’Italia potrebbe sorgere a pochi chilometri dalla costa Tarantina. Si chiama “Dorada” ed è il parco eolico off-shore flottante proposto dalla Helios Energy Srl a Sud del Golfo di Taranto e all’interno delle acque territoriali italiane con un investimento da 4,78 miliardi di euro. Il progetto depositato lo scorso aprile presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) prevede l’installazione di 108 aerogeneratori modello V236 da 15 megawatt ciascuno prodotti dalla Vestas per un totale di 1620 megawatt ed è diviso in due sezioni: la prima con 36 pale eoliche è posta di fronte alla costa di competenza di Manduria, Maruggio e Torricella, distante tra gli 11 e i 23 chilometri dalla costa; la seconda è posizionata a Sud, distante tra i nove e i venti chilometri dalla costa, e prevede 72 turbine eoliche collegate alla prima tramite cavo sottomarino. In questo caso il campo è antistante la fascia di costa che comprende ben 13 comuni della provincia di Lecce, partendo da Porto Cesareo fino a Castrignano del Capo, comune che confina con Santa Maria di Leuca.

Il progetto interessa il territorio tarantino anche per via di un doppio cavidotto che attraverserà buona parte della provincia. Il cavidotto sottomarino dal parco eolico approderà nel comune di Maruggio e da lì per 40 chilometri proseguirà un altro cavidotto che attraverserà i comuni di Torricella, Lizzano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, Monteiasi, e Grottaglie e si collegherà alla rete di trasmissione nazionale presso la stazione elettrica “Taranto Nord”, gestita da Terna nel comune di Taranto. Per quanto riguarda la Puglia, il parco eolico Dorada è il secondo progetto off-shore più grande dopo quello che dovrebbe nascere nelle acque a Est di Vieste: 147 aerogeneratori con 6,7 milioni di metri quadri occupati per una potenza complessiva che raggiunge i 2 mila e 205 megawatt.

L’iter del parco al momento è nella prima fase della Valutazione d’Impatto Ambientale e tra il 4 e il 12 maggio Dorada ha ricevuto le osservazioni da parte del Ministero della Cultura, dell’Arpa Puglia e del comune di Taranto. Il Mase lo scorso 3 agosto ha dato avvio all’iter dell’opera con la richiesta di una serie di studi e approfondimenti che il proponente dovrà presentare nel suo Studio d’Impatto Ambientale da qui a 12-18 mesi. Da chiarire ci sono aspetti progettuali, ambientali, socio-economici nonché l’impatto che la costituzione del parco eolico può generare sulla biodiversità marina - come la distruzione delle praterie di Posidonia oceanica ad esempio - e delle specie di uccelli che potrebbero da lì transitare. L’Arpa Puglia nella sua relazione ha evidenziato che la Helios Energy dovrà approfondire l’impatto ambientale che il cavidotto potrebbe generare sia sul Parco Naturale Regionale Mar Piccolo che sul Parco delle Dune di Campomarino, non considerati dal progetto nello Studio Preliminare Ambientale presentato dall’azienda. Infine il Mase prevede misure di mitigazione del progetto e di compensazione delle comunità locali, con l’invito al loro ascolto qualora non sia possibile mitigare gli interventi.

A proporre il parco eolico Dorada con la società Helios Energy Srl è il gruppo Macchia, attivo nell’eolico on-shore con due impianti da 49 e 63 megawatt rispettivamente a Melfi e nei comuni di Bella, Avigliano e Ruoti, in provincia di Potenza. Adesso il gruppo, specializzato anche nell’installazione di impianti fotovoltaici, punta all’eolico off-shore galleggiante. Oltre al progetto nel Golfo di Taranto il gruppo Macchia ha avanzato la proposta di un parco eolico da 800 megawatt tra Montalto di Castro e Civitavecchia e di recente ha annunciato anche la volontà di investire nell’idrogeno con l’obiettivo di far nascere una hidrogen valley nella zona industriale di San Nicola di Melfi.

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