Tradizioni
Ermal Meta maestro concertatore della Notte della Taranta 2026: il Mediterraneo come racconto, non come confine
Il cantautore guiderà il Concertone di Melpignano sabato 22 agosto: protagonista la cultura di un mare che unisce, spazio millenario di incontri, migrazioni e dialogo tra popoli
Il Mediterraneo come narrazione condivisa, come spazio di relazioni più che di separazioni, come intreccio di storie, lingue e memorie sovrapposte. È questa la visione che attraverserà la ventinovesima edizione della Notte della Taranta, che nel 2026 affida la direzione artistica del Concertone a Ermal Meta, scelto dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta come Maestro Concertatore. L’appuntamento è fissato per sabato 22 agosto a Melpignano, cuore simbolico del più importante festival di musica popolare d’Europa.
La scelta di Ermal Meta si inserisce pienamente nel tema che caratterizzerà l’edizione 2026: le culture del Mediterraneo, intese non come una civiltà unica ma come una stratificazione di mondi, «non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte», per usare le parole dello storico Fernand Braudel. Un mare che diventa racconto, che unisce invece di dividere, che restituisce alla musica il suo ruolo originario di linguaggio comune.
Nato a Fier, in Albania, e cresciuto a Bari, dove arriva a tredici anni durante il grande esodo seguito alla caduta del regime comunista, Ermal Meta incarna in prima persona questa dimensione mediterranea. La sua biografia è già una storia di attraversamenti e approdi, e la Puglia rappresenta per lui non solo una terra di accoglienza, ma un luogo simbolico, un’“arca di pace” capace di trasformare la migrazione in esperienza fondativa di identità.
Cantautore e autore tra i più apprezzati della sua generazione, Meta si è affermato negli anni come una delle voci più significative del panorama musicale italiano. Vincitore del Festival di Sanremo, protagonista di un percorso costellato di riconoscimenti, collaborazioni prestigiose e progetti di ampio respiro, ha costruito una scrittura intensa e impegnata, capace di tenere insieme dimensione personale e collettiva, intimità e responsabilità civile. Ascolto, dialogo tra culture, centralità della parola sono da sempre i cardini della sua poetica.
La sua nomina come Maestro Concertatore prosegue idealmente il cammino della Notte della Taranta, che da quasi trent’anni affida la tradizione musicale salentina a sguardi capaci di rileggerla senza snaturarla, rispettarla senza musealizzarla, mettendola in relazione con il presente. In questo senso, la direzione di Ermal Meta promette di essere non solo musicale, ma profondamente narrativa: una partitura pensata come racconto corale del Mediterraneo.
Non è un caso che Meta sia stato già protagonista di uno dei momenti più intensi dell’edizione 2025 del Concertone, quando sul palco di Melpignano ha proposto «Lule Lule», antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e «Mediterraneo», brano tratto dal suo ultimo album «Buona fortuna». Due scelte emblematiche, che anticipano il senso del suo prossimo lavoro alla guida del festival.
«È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda – ha dichiarato Ermal Meta – È anche una grande responsabilità. Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno. Evviva La Notte della Taranta, evviva la Puglia!».
Sulla stessa linea le parole del presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Bray: «Tra la Notte della Taranta ed Ermal Meta è nata fin da subito una consonanza profonda, legata al suo percorso umano e artistico e ai valori che ispirano la sua musica. La sua storia personale segnata dall’esperienza della migrazione e dall’approdo in Puglia negli anni Novanta parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli, di una cultura che non si chiude ma si apre all’altro».
Bray richiama anche una pagina significativa della storia recente della regione: «Proprio in quegli anni la Puglia era stata indicata a livello internazionale come esempio di solidarietà e di umanità, al punto da essere proposta per il conferimento del Premio Nobel per la Pace. È una memoria da non dimenticare, soprattutto oggi, in un tempo segnato da conflitti e da una rinnovata centralità della forza nella geopolitica globale». E conclude: «A questa logica la cultura e la musica possono e devono opporre un’altra idea di forza: quella della cooperazione, del rispetto reciproco, del riconoscimento di una comune umanità».
Con Ermal Meta, dunque, il Mediterraneo non sarà solo un tema, ma una chiave di lettura. Non un confine, ma uno spazio di incontro, di scambio, di convivenza. Dopo «Sotto lo stesso cielo», titolo della passata edizione, la Notte della Taranta prosegue il suo viaggio ideale attraverso lo stesso mare, riaffermando la propria vocazione: fare della musica un linguaggio universale di pace, relazione e futuro condiviso.