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Nel film da Oscar di Polanski la storia di un pianista ebreo nella Varsavia presa dai nazisti

Nicola Morisco

Vincitore di 3 premi Oscar (Migliore regia, Miglior attore protagonista e Migliore sceneggiatura originale), Il pianista è un film del 2002 diretto da Roman Polanski, con protagonisti Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman, Emilia Fox ed Ed Stoppard. Il film, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Władysław Szpilman, andrà in onda stasera alle 21.20 su Cielo.

È il 1° settembre del 1939 e la Germania ha appena dichiarato guerra alla Polonia. Władysław Szpilman (Adrien Brody) è un giovane e prodigioso pianista ebreo che sta eseguendo il Notturno di Chopin nella sala di registrazione radiofonica presso la quale lavora, quando una raffica di esplosioni distrugge la facciata del palazzo annunciando l’inizio del l’invasione nazista della Polonia: la vita di Władysław e della famiglia è sconvolta.

Con l’occupazione di Varsavia la libertà (individuale e collettiva) viene messa al bando. Il talentuoso pianista, che non può far altro che assistere impotente e attonito all’orrore che si sta propagando, tuttavia non si lascia schiacciare dalle atrocità del dominio nazista e lotta per tenere unita tutta la famiglia.

Anche quando è costretto a separarsi dai suoi cari, a causa della loro deportazione nei campi di sterminio, il musicista non perde la forza e la speranza e, seppur rimasto solo nel ghetto, non smette di combattere per la sopravvivenza sostenuto dalla sua ancestrale passione per la musica. Il talento musicale di Władysław non rimane soffocato neanche in questo terribile e desolante scenario, arrivando a colpire perfino i cuori più induriti e riportando la luce anche negli abissi più tenebrosi.

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