punti di vista

I centri per la creatività per trattenere i giovani. A Matera oltre la retorica della restanza

Mariateresa Cascino

Cosa è il Jazz, se non l’arte dell’improvvisazione? La stessa che si percepisce quando si parla di politiche per i giovani in un paese dominato e governato dai vecchi

“Cè yet u Jazz?”, domandò l’allora assessore alla Cultura della Città dei Sassi a due giovani materani che negli anni 80 proponevano di far risuonare con concerti e performance le note di John Coltrane nei rioni di tufo. Cosa è il Jazz, se non l’arte dell’improvvisazione? La stessa che si percepisce quando si parla di politiche per i giovani in un paese dominato e governato dai vecchi, non solo per età anagrafica, ma per anacronismo culturale. Viene in mente, tuttavia, che la gerontocrazia colpisce un po’ ovunque e sta portando il mondo alla deriva.

Gli over 70 e 80 che lo governano in modalità boomer e poco saggia sono fermi al 900. Più vecchi di così si muore, è il caso di dire. La loro presenza sul podio del potere è inversamente proporzionale al tasso di democrazia diffusa. Negli ultimi decenni dominano su scala planetaria dalla Russia alla Cina, dagli Stati Uniti al Brasile, dall’India all’Iran, consumano tutto ciò che si può consumare, lasciando poco spazio e un’eredità gravosa alle nuove generazioni in perenne attesa del proprio turno.

Che sguardo potrebbero mai avere sul futuro dei leader cringe così ancorati al passato, narcisisti patologici, con disfunzionalità diffuse, autoritari e reazionari? Potranno mail migliorare l’umanità e lasciare il mondo migliore di come l’hanno trovato? Ma tornando al Jazz e all’improvvisazione, visto che tutto il mondo è paese, e sui giovani si spreca retorica a chili, tra tornanza, restanza e resistenza, tocca capire se le politiche a loro dedicate, in particolare in questa terra lucana che ne perde 4000 all’anno, saranno mai attuate per generare impatti duraturi. Vale la pena ricordare che, l’unica iniziativa di coinvolgimento dei giovani, con politiche fatte insieme a loro, e non solo per loro, é stata l’azione ministeriale Visioni Urbane, un progetto a trazione culturale che ha esaltato la creatività e la capacità di gestione dei Centri per la Creatività, facendo germogliare in quella fase esaltante i primi semi di Matera 2019.

Siamo stati giovani anche noi, ritornanti da altri continenti e da altre culture, coraggiosi e nostalgici, e avemmo la fortuna di essere parte attiva di una politica pubblica culturale florida, inclusiva e altamente formativa che ha fatto fiorire capitale umano e relazionale internazionale. Anche oggi, ben vengano le iniziative con i ritornanti, i restanti e i coraggiosi resistenti, l’importante è favorire chi è in grado di portare un po’ di mondo qui e viceversa, creando contaminazioni proficue e generative, e soprattutto durature, con interventi intelligenti e attrattivi per professionisti e talenti. Nella consapevolezza, per i ritornanti, che il confronto con alcuni eterni stanziali, responsabili pure delle sorti della comunità, potrebbe tradursi ancora nella emblematica questione: “ma cè yet u Jazz?”.

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