Punti di vista
Nostalgia della sfera che rimbalza e dà allegria
Storie nel pallone tra speranze e infiltrazioni
“Il calcio è musica, danza e armonia. E non c'è niente di più allegro della sfera che rimbalza”. Lo diceva il mitico Pelé e vorremmo tanto crederci, cosa che un tempo fu. Serie A, Zemanlandia, i grandi stadi, il tridente foggiano. Poi la polvere e le cadute, ma pur sempre con dignità. Ora, dopo una serie di alterne vicende, la pagina più nera e più cruda, quella che le forze dell’ordine definiscono senza precedenti. Infiltrazione mafiosa, bombe, estorsioni e minacce hanno contaminato “quella sfera che rimbalza” senza più danza e armonia; semmai è avvolta in una sinfonia lugubre, oltre che stonatissima. Nel mentre, c’è il fiato sospeso per un’altra grintosa squadra, l’Audace Cerignola, che è nel pieno del sogno e del possibile, palpitando per una promozione dal sapore epico che potrebbe stare davvero dietro l’angolo. Come dietro l’angolo, però, c’è un altro smacco, seppur mitigato da una certa qual punta satirica ma che comunque non fa ridere, anzi; brucia più che mai. I tifosi abruzzesi diretti a Cerignola sono in auto, sorridenti. Segue una spietata didascalia: "Tutti a Cerignola in auto, ritorno...a piedi”. A dire dei furti che sono un marchio a fuoco in questa provincia come anche a Foggia. E viene da chiedersi ancora una volta il perché di tanto degrado anche nei luoghi che dovrebbero essere tempio di disciplina e pulizia, di sano agonismo e di riscatto, di crescita di giovani promesse che potrebbero ancora restituire la dignità perduta a una squadra che ha fatto sognare intere generazioni. Un tempo, per la promozione in A, fu un tuffo nella fontana del Sele, simbolo di una Foggia ‘da bere’, che prometteva, e manteneva, eleganza e salotti buoni, bel calcio, tanta allegria e un diffuso benessere. Ora abbiamo paura di tutto, ed è una paura estesa, quasi archetipica: del buio, delle buche, dei furti. E anche allo stadio si può tremare, in tutti i sensi. Benedetti, comunque, questi solidi giocatori, del Foggia e del Cerignola, che ce la mettono tutta, accettando di navigare controcorrente lì dove meriterebbero il vento in poppa. E benedette le forze dell’ordine, tenaci nell’estirpare le mele marce. “Il vento deviava il pallone, la Fortuna si rimetteva agli occhi la benda. Piaceva essere così pochi intirizziti, uniti, come ultimi uomini su un monte, a guardare di là l'ultima gara”. Sono i versi che Saba dedicò ai tifosi padovani, senza barriere, uniti dal tifo e dal freddo. E piacerebbe anche noi sentire il sibilo del vento e trovarci, solidali, nel bel tempo che fu.