Tragedia della Selva funerali a Monopoli
MONOPOLI - Si sono appena conclusi nella chiesa di S.Anna a Monopoli, i funerali di Raimondo Fiume, 36 anni, l'autista del Tir morto anche lui nel terribile scontro. Ieri ad Alberobello invece si erano tenuti i funerali delle altre tre vittime: Angela D'Onchia, 78 anni, Santa Miccolis, 71 anni e Nicola Potenza, 77 anni, i tre concittadini morti ieri nello scontro tra il bus su cui viaggiavano e un Tir sulla statale 172 dei trulli, in territorio di Fasano.
Restano gravi le condizioni di quattro dei 41 feriti nell'incidente, tutti passeggeri dell'autobus. È gravissima la situazione di una donna trasferita ieri sera a Foggia in elicottero dall'ospedale di Ostuni.
Intanto la polizia stradale sta cercando di stabilire le cause dell'incidente. In particolare come mai il bus avrebbe invaso la corsia opposta scontrandosi con il tir che proveniva in senso contrario.
Sono comunque risultati negativi i test fatti eseguire dalla Polizia stradale di Brindisi sulla presenza di eventuali tracce di alcol o sostanze stupefacenti nei corpi dei conducenti del bus e del Tir scontratisi ieri sulla statale 172 dei trulli, nei pressi di un bivio per la Selva di Fasano.
Sul registro degli indagati risulta iscritto l'autista del bus, Antonio sasso, 44 anni di Mottola, dipendete della Travels Srl di Noci. Nel registro degli indagati aperto dal pm inquirente del Tribunale di Brindisi, Silvia Nastasia le accuse nei confronti dell'aurtista sarebbero di omicidio colposo plurimo.
Le indagini condoette dal comandante della Polizia stradale di Brindisi tendono a stabilire l'esatta dinamica dell'incidente.
I NOMI DEI MORTI
Angela D'Onghia (69 anni), di Alberobello; Santa Miccolis (71 anni) di Alberobello; Nicola Potenza (77 anni) di Alberobello. Il pullman trasportava tutti i giorni gli anziani dal paese dei trulli alle terme di Torre Canne.
La quarta vittima si chiamava invece Raimondo Fiume, di 36 anni, ed era il conducente del tir. L'uomo viveva a Monopoli, in provincia di Bari. Guidava l'autoarticolato carico di legname.
GLI OSPEDALI COINVOLTI
I feriti sono ancora ricoverati negli ospdelali di Fasano, Monopoli e Foggia.
LA STRADA DELLA MORTE
L'incidente è avvenuto sulla strada statale 172, nel tratto di strada chiamato dagli abitanti della zona «La Madonnina», nelle vicinanze dello svincolo per la Selva di Fasano.
UN AUTOBUS DI ANZIANI GITANTI
Erano diretti in gita ai trulli di Alberobello, nella valle d'Itria, gli anziani a bordo del pullman scontratosi con il tir. Il gruppo proveniva da Torre Canne, frazione di Fasano, dove aveva trascorso la mattinata alle locali Terme.
LA DINAMICA SECONDO UN TESTIMONE
«Il pullman che saliva da Fasano verso la Selva - racconta TF. un imprenditore residente in città, - ha allargato in curva. In quel momento sopraggiungeva il pesante automezzo nella direzione contraria. Non ci è stato neanche il tempo di frenare. Noi che eravamo al seguito a malapena siamo riusciti a non causare un tamponamento. E' questa la verità.
Sono stato - aggiunge - tra i primi a prestare soccorso. Una scena drammatica. La prima persona che ho cercato di aiutare è stato proprio l'autista del Tir e mi sono subito reso conto che le sue condizioni erano disperate».
«In quel momento Non sapevo cosa fare, cosa pensare. Ancora adesso ho sempre davanti agli occhi quel pullman che ha invaso la nostra corsia. Indescrivibile il terrore che si leggeva negli occhi degli anziani passeggeri. Ad arrivare per primi sono stati i vigili urbani con due agenti che non si sono persi d'animo ed in pochi minuti si sono letteralmente lanciati tra le lamiere».
NO AI TIR SU QUELLA STRADA
Anche se il sindaco di Fasano afferma che quella strada non è periciolosa la Federconsumatori Puglia, in un comunicato ha invitato il ministero delle Infrastrutture e il prefetto di Brindisi a disporre "l'immediato divieto al traffico pesante sul tratto Locorotondo-Fasano" della statale 172, il tratto nel quale è avvenuto ieri lo scontro tra bus e tir che ha provocato la morte di quattro persone e il ferimento di altre decine.
Nella nota l'associazione dei consumatori rileva in quel tratto di strada "l'assenza di condizioni minime di sicurezza" e chiede, oltre allo stop al transito dei Tir, "l'adozione di ogni altra misura atta ad assicurare il rispetto di standards minimi di sicurezza".
"Appare quantomeno strano - continua la nota - che nonostante si discuta da sempre della pericolosità della stessa non sia mai stato predisposto un percorso alternativo obbligatorio (anche se più lungo) per tali mezzi con conseguente aumento di pericolo per gli utenti della strada, pericolo che aumenta nel periodo estivo". L'associazione ha anche inviato un esposto-denuncia alla Procura di Brindisi per sapere che fine ha fatto il progetto di messa in sicurezza da anni inattuato e perchè sia accertata l'esistenza di comportamenti omissivi di rilevanza penale.