i dati

In Puglia è boom di mutui: con il +4,5% supera anche il Nord, ma i tassi restano alti

Gianpaolo Balsamo

Cresce il credito alle famiglie (oltre 604 miliardi). La spinta arriva soprattutto dal baricentro barese, dove i finanziamenti per l’acquisto della casa passano da 7,69 a 8,13 miliardi (+5,7%)

Nel 2025 il credito alle famiglie italiane torna a crescere, superando quota 604 miliardi di euro e segnando un incremento di 23,3 miliardi in un solo anno, ma è nel Mezzogiorno (e in particolare in Puglia) che si registra il segnale più forte di ripartenza.

I dati della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) mostrano infatti che la Puglia è prima in Italia per crescita percentuale dei mutui, con un +4,5% che supera non solo le altre regioni meridionali, ma anche i grandi motori del Nord.

Un risultato tutt’altro che marginale, perché la Puglia muove ormai una massa di credito significativa: 18,21 miliardi di euro di mutui alle famiglie, contro i 17,43 dell’anno precedente, con un aumento di 784 milioni che la colloca tra le realtà più dinamiche del Paese.

La spinta arriva soprattutto dal baricentro barese, dove i finanziamenti per l’acquisto della casa passano da 7,69 a 8,13 miliardi (+5,7%), e dall’asse Barletta-Andria-Trani, anch’esso in crescita del 5,7%. Seguono Lecce (+3,8%), Brindisi (+3,2%), Taranto (+2,9%) e Foggia (+2,5%), a conferma di una ripresa diffusa, anche se con intensità diverse.

La fotografia pugliese si inserisce in un quadro nazionale complesso: mentre i mutui crescono e segnalano una capacità di pianificazione ancora viva, il credito al consumo (che in Italia tocca i 124,5 miliardi) continua a essere utilizzato come sostituto del reddito, soprattutto nelle fasce più fragili. In Puglia, il credito al consumo sale da 7,7 a 8 miliardi (+3,7%), un incremento che riflette più la necessità di sostenere le spese quotidiane che un aumento della fiducia.

Sullo sfondo resta il nodo dei tassi: a inizio 2026 il tasso medio sui mutui italiani è al 3,55%, ben sopra la media europea del 3,23%, mentre sul credito al consumo l’Italia continua a essere tra i Paesi più cari dell’Eurozona, con un tasso dell’8,11% contro il 7,51% europeo. Una condizione che pesa anche sulle famiglie pugliesi, chiamate a finanziare la ripresa pagando più della media continentale. Non a caso, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, avverte che «nonostante il taglio dei tassi deciso dalla Bce, in Italia il credito continua a costare più che nel resto d’Europa» e che la trasmissione della politica monetaria resta «incompleta», con benefici che arrivano «con lentezza e in modo diseguale».

Sileoni sottolinea inoltre come la crescita del credito al consumo non sia un segnale di benessere: «Quando il ricorso al prestito serve per ottenere liquidità o accorpare debiti, significa che il credito sta sostituendo il reddito». E avverte del rischio di una possibile fase di stagflazione, che renderebbe ancora più fragile un Paese dove il costo del denaro resta elevato e la ripresa procede a velocità diverse.

In questo scenario, la performance della Puglia assume un valore simbolico e sostanziale: non solo perché guida la classifica nazionale delle crescite percentuali, ma perché dimostra che il Mezzogiorno, quando trova condizioni favorevoli e un clima di fiducia, può tornare a trainare segmenti importanti dell’economia reale. Una ripresa che, però, per consolidarsi ha bisogno di tassi più equi, di una trasmissione monetaria più efficace e di politiche capaci di sostenere davvero le famiglie, affinché la crescita non resti un’eccezione territoriale ma diventi un percorso condiviso.

Privacy Policy Cookie Policy