l'ipotesi

Rifiuti, Foggia contro Bari sulle quote di Amiu Puglia. Il capoluogo pugliese: potremmo sciogliere l'accordo

Massimiliano Scagliarini

Dopo la pioggia di sgambetti giudiziari spunta un parere legale chiesto dal Comune dauno: «Vogliamo contare di più»

La quota del 21% non consente al Comune di Foggia di avere voce in capitolo nelle decisioni gestionali di Amiu Puglia, la società controllata dal Comune di Bari in cui il capoluogo dauno è entrato nel 2014, in piena emergenza rifiuti. È con questa constatazione, contenuta in un parere chiesto al docente di diritto amministrativo Antonino Ilacqua, che è venuta allo scoperto la guerra tra soci covata per settimane sotto la cenere. Una guerra che rischia di fare danni, perché - a dispetto dei buoni rapporti tra i rispettivi sindaci - la situazione istituzionale si sta rapidamente deteriorando.

Tutto parte dalla denuncia di alcune associazioni foggiane che ha portato all’apertura di un procedimento penale secondo cui l’affidamento ad Amiu Puglia della raccolta rifiuti a Foggia sarebbe avvenuto in violazione delle norme sull’in-house. Nel processo è imputato, tra gli altri, il direttore generale di Amiu, Antonello Antonicelli, nei cui confronti a settembre 2025 la sindaca Maria Aida Episcopo si è costituita parte civile: una scelta ineccepibile dal punto di vista procedurale ma che ha creato un corto circuito, visto che tecnicamente Foggia chiede i danni al direttore generale scelto dal suo socio. Qualche mese prima, a febbraio 2025, il Comune di Foggia aveva chiesto un parere pro-veritate in relazione al controllo analogo congiunto su Amiu e ai relativi aspetti finanziari: secondo il professor Ilacqua, Foggia non avrebbe gli strumenti per gestire la società in regime paritario con il socio barese.

Questo perché, argomenta il parere, lo statuto di Amiu consente di assumere le deliberazioni con la maggioranza del 75%, e dunque il Comune di Bari - che ha il 78% - può decidere qualunque cosa in beata autonomia. Dal 2014 - raccontano fonti dell’azienda - la gestione è sempre avvenuta tenendo conto delle reciproche necessità, tanto che dieci giorni fa è stata convocata un’assemblea dei soci ad hoc in cui il Comune di Bari ha votato per autorizzare la spesa di 450mila euro necessaria ad adeguare l’impianto di tritovagliatura dei rifiuti di Foggia alle prescrizioni impartite dall’autorità giudiziaria (sull’impianto c’è una inchiesta condotta dai carabinieri).

Il «non detto» di questa storia comincia in campagna elettorale, e vede un gruppo di consiglieri della maggioranza che sostiene Episcopo convinti della tesi in base a cui Amiu gestirebbe la raccolta rifiuti di Bari con i soldi del gettito Tari di Foggia. Una tesi espressa chiaramente negli esposti presentati dalle associazioni locali, e fatta propria da un pezzo della politica. Il parere di Ilacqua non affronta questo tema, ma si limita a osservare che gli «utili» prodotti da Amiu (gli avanzi di amministrazione) non sono in realtà mai stati distribuiti, e che i patti parasociali stipulati tra i due Comuni limitano la partecipazione di Foggia al 30% del capitale. Dunque, dice l’esperto, Foggia dovrebbe chiedere a Bari di rivedere sia lo statuto (che consente di decidere tutto con il 75%) che i patti parasociali.

L’iniziativa ha creato ovviamente qualche malumore nel Comune capoluogo. Qui si fa notare che l’ingresso in società di Foggia, voluto nel 2014 dal sindaco Michele Emiliano, avvenne per tutelare il capoluogo dauno in una situazione di grave emergenza e in un’ottica di mutuo soccorso. Come dire: siamo noi ad avervi fatto un favore, visto che la gestione bicefala non ha portato alcun tipo di vantaggio ma invece crea gravi difficoltà dal punto di vista organizzativo. E dunque, se continueranno le tensioni, potrebbe essere proprio Bari a chiedere di rompere il sodalizio.

Le questioni giudiziarie, intanto, continuano ad accumularsi. Davanti al Tribunale di Foggia procede l’udienza pre-dibattimentale a carico di Antonicelli, del dirigente Massimiliano Piscitelli e dell’ex dg Ager Gianfranco Grandaliano per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. Secondo l’accusa nell’estate 2023 Amiu e Ager avrebbero lasciato i rifiuti nelle strade di Foggia durante il fermo per manutenzione dell’impianto Tmb di Foggia. Il Wwf, parte civile, ha chiesto e ottenuto di poter citare Amiu come responsabile civile: per questo l’udienza è stata aggiornata al 29 maggio.[m.s.]

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