Il batterio killer

Xylella, l'Ue conferma: «Non ci sono cure per l'epidemia». Si può ridurre l'area di taglio intorno agli ulivi infetti

massimiliano scagliarini

La bozza del nuovo parere Efsa: «Nessuna sperimentazione è stata in grado di fermare il batterio». Bruxelles potrebbe cambiare il regolamento accogliendo le richieste degli agricoltori pugliesi. L'assessore Paolicelli: «Sarà la scienza a guidare le nostre richieste»

Non esistono misure di controllo chimiche o biologiche in grado di eliminare la Xylella dagli alberi di ulivo, perché tutte le cosiddette «cure» sperimentate in questi anni hanno avuto effetti limitati sui sintomi ma non sulla presenza del batterio. Le bozze di pareri scientifici che l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza elementare, ha messo in consultazione da ieri potrebbero segnare un punto di svolta per la gestione dell’epidemia degli ulivi: preso atto che la batteriosi non si può eliminare, infatti, l’Europa dovrà adottare misure di contenimento diverse da quelle in vigore oggi con l’obiettivo di convivere con la malattia.

L’ultimo parere dell’Efsa risale al 2019 e l’anno successivo portò il Comitato fitosanitario permanente di Bruxelles a rivedere in senso restrittivo le regole relative ai tagli obbligatori in area di contenimento intorno alle piante trovate infette, dimezzandolo da 100 a 50 metri, riducendo anche l’ampiezza della zona cuscinetto. Rispetto al parere del 2019 è confermata l’assenza di misure in grado di eradicare la Xylella, ma la novità è l’esame da parte degli esperti Efsa delle varie sperimentazioni condotte in questi anni in particolare in Puglia. Tra queste il cosiddetto «protocollo Scortichini» (zinco, rame e succo di limone), uno dei capisaldi dei negazionisti della Xylella: «Sebbene siano state osservate variazioni in diversi indicatori fisiologici e agronomici della pianta in seguito ai trattamenti - è scritto nel parere -, non sono state fornite evidenze sufficientemente convincenti in merito alla riduzione dei sintomi della malattia o delle popolazioni del patogeno»...

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