L'intervista
Regione, Zullo già boccia Decaro. Il senatore FdI: «Finora solo chiacchiere»
L'analisi dell'ex capogruppo. Critiche a Emiliano sul referendum: «Se lui si schiera per il no fa un favore al sì»
Senatore Ignazio Zullo, da politico che ha trascorso parecchi anni in Consiglio Regionale come giudica l’avvio della legislatura?
«In generale esprimo un giudizio positivo per l’equilibrio complessivo che si è raggiunto e colgo l’occasione per formulare a tutti i consiglieri gli auguri di buon lavoro. Mi permetta di soffermarmi sul gruppo che fa capo al mio partito e poi a tutto il centrodestra. Iniziamo dal gruppo di Fratelli d’Italia che ha dimostrato di valere non fidando sulla forza dei numeri all’interno dei gruppi di minoranza ma per maturità politica. Intanto ha saputo riconoscere al proprio interno esperienza di vita in Consiglio coniugata a competenze, autorevolezza e legame con il territorio che li ha espressi per qualità e quantità del consenso nel momento in cui ha individuato Pagliaro come capogruppo e Perrini come vice-presidente del Consiglio. Posso garantire che faranno bene. E poi va elogiato il Gruppo di Fratelli d’Italia per la capacità dimostrata nel tenere insieme il centrodestra nel momento in cui ha guidato con sagacia le intese affinchè la Presidenza della settima Commissione fosse attribuita alla Lega».
E sulla Giunta Regionale?
«È mio costume non giudicare per pregiudizi. Va valutata per i risultati e per il lavoro dei singoli assessori. Diverso invece quello che penso di Decaro, tante chiacchiere e slogan veicolati su ruote sgonfie di fatti. Anche qui dobbiamo attendere che passi il tempo degli applausi per capire la vera essenza della fattività nei risultati e la sua capacità di non ricercare alibi degli insuccessi in responsabilità al di fuori di sé stesso. Intendiamoci, io tifo per il bene della Puglia ma temo che sarà una consigliatura di chiacchiere, slogan e pochi fatti. Spero tanto di essere smentito».
Emiliano fuori dal Consiglio, che effetto Le fa?
«Nessun effetto, il lavoro è a vita, la rappresentanza nelle Istituzioni è a termine. Emiliano sarà sempre per tutta la vita dottore e magistrato come io sarò per tutta la vita medico ma non senatore. Diverso è fare politica che si può fare anche fuori dalle Istituzioni e penso qui a tanti amici politici della mia parte o miei avversari non più eletti ma che continuano a dare il proprio contributo di idee».
Il proprio contributo di idee Emiliano l’ha dato sul referendum schierandosi per il «No». Lei come risponde?
«Emiliano con il suo esprimersi per il No dà una grossa mano a convincerci che è necessario votare Sì. Miglior testimonial per il Sì non si sarebbe potuto avere. È in gioco con il referendum un confronto tra il Sì e il No che è un confronto tra il cambiamento e il mantenimento dello status quo, tra l’attuale assetto giurisdizionale che prevede una sola comunità di magistrati siano essi requirenti o giudicanti e la possibilità di separare la comunità dei magistrati giudicanti dalla comunità dei magistrati inquirenti e poter ottenere che il Giudice sia di fatto terzo rispetto al Pubblico Ministero e rispetto all’avvocato difensore. Il cittadino deve volere che chi emetterà il giudizio finale su una sua condotta quando chiamato a rispondere in tribunale sia con il Sì libero da ogni legame dal Pubblico Ministero che sostiene l’accusa così come oggi è libero da ogni legame con l’avvocato che sostiene la difesa».
Lei intende organizzare un evento sul referendum?
«Certamente, tanti miei elettori lo chiedono per capire. È già programmato per il 6 marzo. Sarà un incontro in cui si illustreranno i contenuti della Riforma senza trascendere nel tifo e poi si lascerà libertà di decidere. Più saremo capaci di illustrare gli articoli di legge più la gente si convincerà che è indispensabile votare Sì».