il caso

Puglia, il 30% dei pazienti rifiuta di anticipare visite e esami: due su tre preferiscono farlo dopo

L'analisi dei dati che emergono dal piano di abbattimento delle liste d'attesa fa emergere il dubbio che molte delle richieste non fossero davvero urgenti. L'allarme delle Asl: le richieste di prestazioni stanno aumentando

Circa un pugliese su tre ha rifiutato di anticipare una visita o un esame urgente nell'ambito del piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa varato dalla giunta regionale pugliese. Di questi, circa i due terzi hanno rifiutato dichiarando di preferire la data già fissata. Parliamo per la maggior parte di Tac e risonanze magnetiche, ma anche di radiografie e di visite (soprattutto cardiologiche ed oculistiche): a dimostrazione, molto probabilmente, che la richiesta originaria non era davvero urgente, se non è un problema aspettare - in alcuni casi - anche sei mesi in più.

E' quanto emerso dal primo monitoraggio effettuato dalla Regione sui dati relativi ai primi quattro giorni della settimana che va dal 9 al 12 febbraio e che ha evidenziato la motivazione fornita dal 64% (1.981 persone) di chi ha rifiutato l’anticipo. Uno su cinque (il 21%) ha invece detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d’attesa, mentre il 7% ha rinunciato perché la prestazione non era più necessaria. Nell’8% dei casi, invece, il rifiuto non è stato motivato. E' quanto emerso oggi pomeriggio 13 febbraio nella riunione del gruppo di monitoraggio della Regione cui hanno preso parte il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e il direttore generale reggente dell’Aress, Lucia Bisceglia, insieme a dirigenti regionali, responsabili delle liste d’attesa e dei centri di prenotazione delle aziende sanitarie. 

Anche dal 9 al 12 febbraio il dato sui rifiuti si attesta al 30% (3.053 persone): sono state contattate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero, e 1.200 sono le persone che sono risultate irreperibili.  In totale da inizio febbraio sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4.489 per ricoveri. L'obiettivo del piano straordinario è smaltire 124mila prestazioni U (urgente, entro tre giorni) o B (breve, entro 10 giorni) nel termine di giugno 2026.

I dati fin qui raccolti pongono in forte dubbio l'appropriatezza prescrittiva, perché un malato in attesa di una prestazione davvero urgente non dovrebbe rifiutarne l'anticipazione. E negli ultimi giorni - secondo i responsabili dei Cup - si è registrato un ulteriore aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B, segno che la percezione da parte dei cittadini dell'iniziativa di abbattimento delle liste d'attesa potrebbe non essere del tutto coerente con le sue finalità.

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