l'intervista

Regione, Matarrelli: «La sanità priorità per i cittadini. Nessun accordo sottobanco per la mia elezione»

Michele De Feudis

Il presidente del Consiglio regionale: «Statuto e legge elettorale da cambiare per superare le storture»

Toni Matarrelli in Consiglio regionale dopo sedici anni, e dopo un viaggio da Roma a Mesagne, passando per Brindisi. Cosa si prova nel vivere un cursus honorum così ricco di esperienze?

«Si ripete una emozione: fui eletto nel 2010 la prima volta. Poi ho fatto altre cose. Vorrei ricordarle».

Prego.

«Sono stato consigliere comunale, provinciale, deputato, sindaco e presidente dell’Autorità idrica regionale».

Ora guiderà l’assemblea pugliese.

«È una dimensione a me cara. Da sempre penso che le regioni possano incidere in maniera importante sulla vita dei conterranei. La Regione è una istituzione intermedia tra le locali e il parlamento. Anche alla luce delle diverse riforme, ha acquisito una autonomia sul piano legislativo».

L'iter della sua candidatura è stato un labirinto.

«Non ero iscritto al Pd, che ha le sue regole. C’è stato un dibattito legittimo negli organi dirigenti, perché non tutti la pensavano allo stesso modo sul mio ingresso nella lista del partito. Da subito avevo però chiarito che volevo candidarmi nel Pd per poi aderire. Sono stato l'unico esterno presente nelle liste dem pugliesi».

CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE DIGITALE O ACQUISTA LA COPIA CARTACEA

Privacy Policy Cookie Policy