L'approfondimento

Lavoro e migranti, italiani al voto: ecco cosa prevedono i cinque quesiti del referendum in materia di contratti, sicurezza e residenza

Alessandra Colucci

Per abrogare le norme vigenti o riformarle è necessario il 50% + 1

Cinque referendum abrogativi (ovvero che possono eliminare parzialmente oppure totalmente una norma) con altrettanti quesiti, quattro dei quali relativi al lavoro e un altro sulla cittadinanza italiana: l’appuntamento con le urne è fissato per domenica 8 e lunedì 9 giugno e, perché ciascuno sia valido, è necessario che a recarsi a votare sia il 50% più uno degli aventi diritto.

LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI (QUESITO N. 1, SCHEDA VERDE CHIARO) Agli elettori si chiede di annullare le norme attualmente in vigore sui licenziamenti che permettono di non reintegrare un lavoratore licenziato in modo illegittimo, nel caso in cui sia stato assunto dopo il 2015, nemmeno nel caso in cui un giudice stabilisca che l’interruzione del rapporto di lavoro era stata ingiusta o infondata. Va specificato che, al momento, è previsto un indennizzo economico che fluttua tra le 6 e le 36 mensilità per i dipendenti licenziati.

LIMITE DI INDENNITA’ PER I LICENZIAMENTI NELLE PICCOLE IMPRESE (QUESITO N. 2, SCHEDA ARANCIONE) Il quesito chiede di eliminare il limite all’indennità per i lavoratori licenziati in modo ingiustificato nelle piccole aziende, con lo scopo di aumentare le tutele per chi lavora in aziende con meno di 16 dipendenti. Al momento in caso di licenziamento illegittimo si può ricevere un’indennità massima pari a sei mesi di stipendio. Con questa riforma non ci sarebbe più il limite delle sei mensilità e l’indennità andrebbe stabilita da un giudice sulla base di una serie di criteri, tra cui la gravità della violazione, l’età, i carichi di famiglia e la capacità economica dell’azienda.

CONTRATTI A TERMINE (QUESITO N. 3, SCHEDA GRIGIA) Si punta a eliminare alcune norme sull’utilizzo dei contratti a tempo determinato. Oggi questi contratti possono essere stipulati fino a 12 mesi senza che un datore di lavoro debba indicare un motivo specifico. L’obiettivo del referendum è limitare il ricorso a questo tipo di contratti reintroducendo, tra le altre cose, l’obbligo per i datori di lavoro di indicare una “causale”, cioè il motivo per cui ricorrono a un tipo di contratto a termine e non a tempo indeterminato (al momento la scelta dell’azienda è insindacabile anche in un eventuale giudizio).

RESPONSABILITA’ DELL’IMPRENDITORE COMMITTENTE IN CASO DI INFORTUNI (QUESITO N. 4, SCHEDA ROSSO RUBINO) L’obiettivo è aumentare la responsabilità dell’imprenditore committente in caso di infortuni sul lavoro o malattie professionali. Attualmente le norme stabiliscono che negli infortuni il datore di lavoro committente sia responsabile in solido con l’appaltatore e i subappaltatori per i danni subiti dai lavoratori che non hanno la copertura assicurativa. Le legge esclude però questa responsabilità se i danni sono causati da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore o del subappaltatore. Il referendum vuole eliminare quest’ultima clausola, estendendo così la responsabilità dell’imprenditore committente.

CITTADINANZA ITALIANA (QUESITO N. 5, SCHEDA GIALLA) Il referendum propone di ridurre della metà gli anni di residenza regolare per poter chiedere la cittadinanza nel nostro Paese ovvero da 10 a 5, trasmettendola poi, una volta ottenuta, anche ai figli minorenni. Attualmente, i cittadini stranieri potenzialmente coinvolti dalla riduzione sarebbero circa 2,3 milioni.

L’elettore potrà apporre una croce sul “sì” oppure sul “no”: votare sì vuol dire abrogare ovvero annullare la norma esistente, accogliendo la proposta referendaria, mentre votare “no” vuol dire mantenere intatta la norma vigente. I fac simile delle schede sono disponibili su https://www.interno.gov.it/it/notizie/referendum-abrogativi-2025-pubblicati-i-fac-simile-schede-voto-dell8-e-9-giugno 

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