l'appello

Il vescovo di Melfi, Rapolla e Venosa lancia il suo contributo per rinnovare il «patto di sussidarietà»

Antonella Inciso

Così monsignor Ciro Fanelli nei giorni in cui si ricordano i 950 anni di fondazione della Cattedrale di Melfi ed il 400esimo anniversario dell’arrivo in città delle reliquie del santo patrono Alessandro

Sognare “un mondo nuovo per costruire luoghi di reale prossimità per giovani, famiglie ed anziani” e costruire “spazi di dialogo e di trasformazione sociale”. È nei giorni in cui si ricordano i 950 anni di fondazione della Cattedrale di Melfi ed il 400esimo anniversario dell’arrivo in città delle reliquie del santo patrono Alessandro che monsignor Ciro Fanelli, vescovo della Diocesi di Melfi, Rapolla e Venosa lancia il suo “patto di sussidarietà” invitando le Istituzioni e le parti sociali alla “responsabilità condivisa”. È un richiamo netto quello del presule, un messaggio per “rifare la comunità e ridare speranza” rivolto ad un territorio, il Vulture, che ha vissuto e sta vivendo, momenti difficili nei giorni in cui, si consumano gli eventi dedicati al patrono, tra cui il solenne pontificale celebrato da monsignor Massimiliano Palinuro, delegato apostolico a Istanbul e vicario apostolico di Costantinopoli.

“Nel corso degli ultimi anni il Vulture-Melfese e la città di Melfi stanno affrontando, purtroppo, quotidianamente, pesanti prove sociali: insicurezza occupazionale, prospettive incerte per i giovani, contrazione del reddito delle famiglie, spopolamento che indebolisce il tessuto comunitario” sottolinea il vescovo che aggiunge che “come credenti — sostenuti dalla fede in Cristo e dall’azione vivificante dello Spirito Santo — siamo chiamati a tradurre la speranza in opere concrete. Tale impegno richiede una visione che sappia coniugare spiritualità e responsabilità civica, contemplazione e progettualità”. Elementi che per la Chiesa di Melfi e la sua guida diventano importanti per “sognare un mondo nuovo per costruire luoghi di reale prossimità per giovani, famiglie, anziani. “Con determinazione dobbiamo proporre iniziative di inclusione per chi rischia l’emarginazione. Promuoviamo con convinzione e lealtà il dialogo fra istituzioni, Chiesa e società civile. La sfida che abbiamo davanti esige responsabilità condivisa. Chiedo alle Istituzioni civili, al mondo dell’associazionismo, alle imprese e ai corpi sociali intermedi di costruire un patto di sussidiarietà – continua il vescovo Fanelli - il Vulture-Melfese ha bisogno di leadership generative che uniscano competenze tecniche e visione etica. Gli eventi per il 400esimo anniversario dell’arrivo a Melfi delle reliquie di Sant’Alessandro e i 950 anni della fondazione della Cattedrale siano un momento forte di riflessione e di incontro che sappiano mettere in relazione feconda la nostra memoria storica con le emergenze del tempo in cui viviamo, aprendo spazi di dialogo e di trasformazione sociale”. Insomma, un invito al dialogo, un richiamo all’impegno ed alla responsabilità che chiama in causa i giovani e arriva nei giorni in cui si celebra quella Cattedrale che nel tempo “non è stata solo luogo di culto, ma laboratorio di evangelizzazione, carità, cultura, memoria collettiva e bellezza condivisa”. “La Cattedrale, le reliquie del Sant’Alessandro, il patrimonio artistico e il paesaggio del Vulture-Melfese siano segni propulsori di un progetto di rigenerazione etica, culturale e sociale. In questo orizzonte l’investimento nella formazione dei giovani è prioritario. Educare alla libertà responsabile deve significare soprattutto preparare uomini e donne capaci di custodire il bene comune” continua monsignor Fanelli che conclude invitando non ad una “fede astratta” ma a “una fede che trasforma il quotidiano”. Una sollecitazione che sollecita non solo i cattolici di Melfi e del Vulture ma quelli della Basilicata tutta.

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