Il caso

Iran, Forum italiano: con crisi stretto Hormuz a rischio 18 mld export

Il valore complessivo delle esportazioni italiane verso questi Paesi si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro annui

Il Forum Italiano dell’Export segue con la massima attenzione l’evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint marittimi del commercio mondiale. Secondo ricostruzioni internazionali e fonti del settore logistico, il traffico marittimo nell’area sta subendo rallentamenti significativi, con numerose unità commerciali ferme in attesa e compagnie di navigazione che stanno già valutando rotte alternative e deviazioni operative, tra cui il passaggio via Capo di Buona Speranza.
In questo scenario, il Forum Italiano dell’Export sottolinea innanzitutto una priorità assoluta. La  sicurezza delle persone e il rientro dei cittadini italiani presenti nelle aree interessate dalla cr isi devono restare la prima e inderogabile priorità. Solo dopo questo principio viene la dimensione economica. L’area del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), che comprende Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain, rappresenta uno dei mercati strategici per il Made in  Italy.
Il valore complessivo delle esportazioni italiane verso questi Paesi si colloca tra 15 e 18 miliardi di euro annui. Nel dettaglio, Emirati Arabi Uniti: circa 8 –9 miliardi euro, Arabia Saudita: circa 5–6 miliardi euro, Qatar: circa 2 miliardi euro, Kuwait, Oman e Bahrain: circa 1–2 miliardi euro complessivi. A questi numeri si aggiunge una presenza economica stabile: oltre 560 imprese italiane operano stabilmente nell’area Gcc, di cui oltre 380 negli Emirati Arabi Uniti.
Questo rende la stabilità delle rotte marittime nel Golfo un tema strategico non solo per l’export ma per la presenza industri ale italiana nella regione.
Il Forum Italiano dell’Export propone la convocazione urgente presso il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di un Tavolo straordinario Shipping & Continuità Export con la partecipazione delle principali compagnie di navigazione, gli operatori logistici e spedizionieri, gli assicuratori marittimi, Ice Agenzia e i rappresentanti delle imprese esportatrici. Tra le opzioni operative già allo studio del settore shipping vi sono: deviazioni delle rotte via Capo di Buona Speranza, revisione delle surcharge legate al rischio operativo, ridefinizione dei tempi di transito.
Privacy Policy Cookie Policy