il caso
Matera, l’istituto per il restauro adesso rischia la chiusura
La Regione annuncia il disimpegno. Se la notizia fosse confermata, si rischierebbe di svuotare la città di una delle sue anime formative e culturali più prestigiose
«Mentre Matera si prepara a indossare l’abito di gala come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026, dietro le quinte della politica regionale e comunale si potrebbe consumare un paradosso inaccettabile. Una nota interna della Regione Basilicata, a firma del dirigente Morvillo, avrebbe annunciato il disimpegno finanziario per la Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro (ICR). Se la notizia fosse confermata, si rischierebbe di svuotare la città di una delle sue anime formative e culturali più prestigiose proprio nell'anno da neo capitale della cultura: sarebbe l'ennesima dimostrazione di una Regione che abbandona sempre di più la città di Matera, un naufragio che l’amministrazione Nicoletti non sembra intenzionata a evitare.»
Lo afferma l’ex sindaco di Matera, Bennardi, che aggiunge: «La sede di via La Vista non è un semplice ufficio, ma l’unica sede distaccata in Italia del Ministero della Cultura per l’eccellenza del restauro: una scuola per altro in piena attività accademica, un presidio culturale che abbiamo consolidato negli anni perché il restauro fa da gemello all’essenza stessa di Matera, una città resiliente che dal restauro dei suoi Sassi ha tratto la propria rinascita. Perdere questa scuola proprio nell'anno in cui dovremmo essere l'epicentro del dialogo culturale nel Mediterraneo non è solo un danno economico, ma una sconfitta identitaria. È il fallimento di un’idea di città che non sa più trattenere il talento e l’alta formazione, lasciando che accordi storici tra Ministero, Regione e Comune vengano stracciati senza colpo ferire». «In qualità di capogruppo del Movimento 5 Stelle, ho depositato un’interrogazione urgente per chiedere chiarezza immediata su una notizia che, se confermata, rappresenterebbe un tradimento verso la nostra comunità. Questa incertezza sulla Scuola di Restauro si somma al silenzio assordante che regna sul Centro Sperimentale di Cinematografia», dice Bennardi.