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Lecce, parla il doppio ex Savino: «È tempo di osare: a Napoli con coraggio»

Antonio Calò

«Un gruppo coeso può smentire ogni pronostico»

Con la maglia del Lecce, Alberto Savino è stato grande protagonista in A, per tre stagioni di fila, dal 1999/2000 al 2001/2002. Poi, dopo la retrocessione, nel 2002/2003 ha iniziato il torneo cadetto con il team salentino, per poi accasarsi, da gennaio a giugno, con il Napoli, in B. In seguito, in seno al club partenopeo ha militato in C1, nella prima metà dell’annata 2004/2005, nella quale ha avuto inizio l’avventura dell’attuale presidente Aurelio De Laurentiis, che avrebbe portato gli azzurri a vincere due scudetti, nel 2022/2023, con Luciano Spalletti in panchina, e nel 2024/2025, sotto la guida di Antonio Conte. Il difensore originario di Pompei, che ha disputato il suo primo campionato di massima serie con il Brescia, è quindi un doppio ex del Lecce e del Napoli, squadre che si troveranno faccia a faccia domani, alle 18, allo stadio «Diego Armando Maradona».

«I giallorossi allenati da Di Francesco sono reduci dal successo centrato nello scontro diretto con la Cremonese, che vale doppio - sottolinea Savino -. Il morale di Falcone e compagni è altissimo, ma in tutto l’ambiente c’è la consapevolezza di dovere affrontare un ciclo complicato, nel quale le avversarie saranno Napoli e Roma in trasferta, Atalanta in casa e Bologna in campo avverso. Per l’undici salentino sarebbe fondamentale mettere da parte qualche punto in questi quattro match ad elevatissimo coefficiente di difficoltà e proveranno senza dubbio a farlo. Il Napoli, dal canto suo, è terzo, ma deve guardarsi le spalle, in quanto Como, Roma e Juventus hanno, come gli azzurri, l’obiettivo di qualificarsi per la prossima Champions. Insomma, domani il Lecce “firmerebbe” per un pareggio, mentre la compagine partenopea non può prescindere da una vittoria».

Le forze in campo, sulla carta, sono notevolmente diverse: «Quando le squadre in lotta per lo scudetto o per l’ammissione alle coppe europee affrontano quelle che sgomitano per la permanenza è sempre così. Ma non ci sono risultati scritti in partenza. Pertanto, il Napoli dovrà ribadire sul campo di essere più forte, mentre il Lecce tenterà di mettergli i bastoni tra le ruote».

Toccherà al complesso guidato da Conte fare la gara: «I salentini non andranno certo all’arrembaggio ma, conoscendo la filosofia di mister Di Francesco, non penso che baderanno solo a difendersi. Del resto, contro certe “corazzate”, senza un pizzico di coraggio, si finisce sempre col pagare dazio e soccombere. Non è ipotizzabile di reggere la forza d’urto del Napoli, rintanandosi nella propria metà campo perché altrimenti, prima o poi, si capitola».

Il Lecce proverà a pungere con la velocità dei propri attaccanti, ma dovrà contare soprattutto sulla solidità della propria fase di non possesso, che sino ad oggi gli ha permesso di essere in corsa per quella quarta permanenza consecutiva in massima serie che costituisce il sogno della piazza: «Quella giallorossa è una compagine bene organizzata, che sa come muoversi. A volte, ha pagato qualche distrazione che andrebbe bandita, soprattutto quando si sfidano le big. A questo si aggiunga che in rosa può contare su alcuni giovani davvero molto interessanti. Da difensore, faccio il nome di Tiago Gabriel, sul quale sono puntati gli occhi di diverse società importanti. Il ragazzo ha ampi margini di miglioramento. Ha commesso sin qui qualche errore, ma migliora di continuo. Domani, il portoghese, come tutto il collettivo giallorosso, avrà un gran da fare contro la prima linea partenopea».

Il Napoli ha dovuto fronteggiare una lunga sequela di infortuni piuttosto gravi: «Conte ha dovuto rinunciare a numerosi uomini-chiave ed ancora ha diversi assenti. Nel turno precedente ha recuperato De Bruyne che, per caratura tecnica ed esperienza, vanta un peso notevole nello scacchiere azzurro. Qualche altro calciatore potrebbe rientrare domani. Vedremo cosa deciderà il trainer».

Nelle due piazze c’è grande compattezza tra la squadra ed i supporter: «Nel Salento, era così anche ai miei tempi. Il tifoso chiede ai propri beniamini che diano tutto per la causa e quando lo fanno passa sopra anche ai risultati negativi, che vanno messi sempre in conto, a maggior ragione quando si battaglia per conservare la categoria. Sul piano della coesione del gruppo, sia pure dall’esterno, il Lecce attuale mi ricorda quello nel quale ho militato io. A Napoli la gente è sempre stata con gli azzurri e con Conte. Inoltre, il fatto che, pur tra mille difficoltà connesse alle assenze, i partenopei sono terzi in graduatoria ha reso monolitico il rapporto».

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