il caso
«Gli autovelox sulla tangenziale vanno subito disattivati»: a Lecce l'istanza della minoranza
Anche altri Comuni stanno facendo i conti con le conseguenze di questo orientamento: a Galatina, ad esempio, sono state annullate 110 multe elevate tramite l’autovelox sulla Lecce-Gallipoli. Da qui la richiesta rivolta oggi alla maggioranza leccese
Spegnere subito gli autovelox non omologati installati sulla tangenziale Est di Lecce. È questa la richiesta contenuta nell’ordine del giorno firmato dai consiglieri di minoranza Antonio Rotundo e Christian Gnoni, che sarà discusso oggi in consiglio comunale. Per l’opposizione non ci sono più margini di incertezza: le apparecchiature che rilevano la velocità lungo l’arteria cittadina sono prive della necessaria omologazione e, alla luce di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, tutte le multe elevate risulterebbero illegittime e dunque annullabili.
Una posizione che, sostengono i firmatari, trova conferma in centinaia di ricorsi pendenti davanti ai giudici di pace, con un esito che la minoranza definisce «scontato» a sfavore dell’ente. «La situazione sta diventando sempre più minacciosa per le casse comunali - avverte il consigliere del Pd Antonio Rotundo - Aumentano ogni giorno i debiti fuori bilancio perché i giudici di pace condannano il Comune sulla base di un indirizzo giurisprudenziale ormai granitico: la Corte di Cassazione ha spiegato che nemmeno il Ministero può considerare equivalente all’omologazione la semplice autorizzazione a collocare l’impianto di rilevamento della velocità».
Il riferimento è alle più recenti pronunce della Corte suprema, che hanno chiarito come l’approvazione ministeriale non possa sostituire la procedura formale di omologazione prevista dal codice della strada. Secondo la minoranza, dunque, in assenza di un intervento legislativo nazionale che equipari espressamente le due procedure, le sanzioni elevate con dispositivi non omologati restano esposte all’annullamento. «Il Comune di Lecce, di fronte a centinaia di ricorsi, insiste nell’impugnare. Non riusciamo a spiegarci come mai l’esecutivo si allinei acriticamente alle disposizioni del dirigente e comandante della polizia locale, Donato Zacheo», attacca Rotundo.
Parole che chiamano in causa direttamente la linea difensiva adottata dall’amministrazione, accusata di proseguire in una strategia giudiziaria ritenuta inutile e onerosa: in altre parole, un accanimento che sta portando sempre più spesso alla condanna a pagare le spese processuali. L’opinione pubblica, sostengono i proponenti, sarebbe ormai consapevole della situazione, tanto che le impugnazioni continuano a crescere. Il problema, del resto, non riguarda soltanto Lecce. Un recente censimento governativo ha evidenziato come, su circa 11mila autovelox installati in Italia, solo un migliaio risulti regolarmente omologato, con il rischio concreto di trasformare l’ondata di ricorsi in un’onda anomala devastante per gli enti locali.
Anche altri Comuni stanno facendo i conti con le conseguenze di questo orientamento: a Galatina, ad esempio, sono state annullate 110 multe elevate tramite l’autovelox sulla Lecce-Gallipoli. Da qui la richiesta politica rivolta oggi alla maggioranza leccese: sospendere immediatamente l’utilizzo dei dispositivi sulla tangenziale Est fino al completamento della procedura di omologazione, come previsto dalla normativa vigente. Per la minoranza si tratta di un’emergenza non più rinviabile, che intreccia legalità, trasparenza amministrativa e tutela delle finanze pubbliche. Ora la parola passa all’aula consiliare, chiamata a decidere se accogliere l’invito a spegnere gli impianti o proseguire lungo la linea finora seguita dall’amministrazione comunale. Infatti, dai banchi della maggioranza più volte è stata ribadita la fiducia nella linea tenuta dal dirigente comunale. Si impugnano gli annullamenti nella speranza che qualcosa cambi, che per la minoranza è un po’ come giocare a dadi con i soldi pubblici.