Il caso
Assalto al portavalori nel Brindisino, il Prefetto in visita al carabiniere ferito nell'inseguimento. Russo: «Sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo»
Donato Russo, è il brigadiere ricoverato in ospedale per una frattura. Indagini e perquisizioni anche nel Foggiano
«Esempi virtuosi come quello del brigadiere Donato Russo rappresentano una guida preziosa per tutta la comunità per costruire una società più giusta e coesa». Lo ha detto il prefetto di Lecce, Natalino Manno, che ha fatto visita nel pomeriggio al brigadiere capo Donato Russo, in servizio presso la compagnia carabinieri di Campi Salentina, ricoverato al «Vito Fazzi» di Lecce a causa delle ferite riportate nel corso dell’inseguimento e della successiva colluttazione che ha portato al fermo di uno dei due rapinatori ora in carcere per l’assalto al portavalori avvenuto ieri tra Brindisi e Lecce.
«Il prefetto - è detto in una nota della Prefettura - ha portato la vicinanza delle Istituzioni al militare che, con grande coraggio e sprezzo del pericolo, ha bloccato uno dei pregiudicati che hanno effettuato il terribile e grave tentativo di rapina al furgone trasporto valori. Il Brigadiere Capo ha ribadito di non sentirsi un eroe ma di aver svolto semplicemente il proprio dovere con spirito di sacrificio e di attaccamento all’Arma». «Nel corso dell’incontro - conclude il comunicato - anche i vertici provinciali delle Forze di Polizia hanno elogiato il comportamento virtuoso del militare che con il suo intervento, ha assicurato alla giustizia uno dei malviventi».
«Faccio le maratone, sono iscritto ad una associazione sportiva dilettantistica e quando l’ho visto fuggire mi sono detto, 'se vuoi metterti a correre, corriamo pure e vediamo dove arriviamo'. Fino ad una mezza maratona ce l'avevo nelle gambe, 21 km, ma penso che sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo».
A parlare è il brigadiere Donato Russo, di 56 anni, uno dei carabinieri che ieri è intervenuto durante l'assalto al portavalori lungo la superstrada Brindisi-Lecce e che è riuscito a bloccare dopo un inseguimento uno dei due componenti del commando che ora sono in carcere. Nelle fasi concitate della cattura ha avuto una colluttazione col fuggitivo ed ha riportato la frattura di una costola, una sospetta lesione ad una spalla, e escoriazioni al labbro per i pugni ricevuti. Ora è ricoverato nel reparto di Ortopedia del Vito Fazzi - Dea di Lecce.
Dall’ospedale racconta di avere corso oltre un chilometro e mezzo nelle campagne di Squinzano prima di riuscire a bloccare l'uomo. «In quei momenti - dice - non pensi a nulla, solo ad assicurarlo alla giustizia e ad arrestarlo. Poi a mente fredda pensi a quello che poteva accadere». Russo è in servizio nella sezione operativa dei carabinieri della compagnia di Campi salentina. Accanto a lui ci sono colleghi, la moglie Simona e il figlio Cristiano che dice: «Per me papà è un eroe. Ha messo davanti il dovere alla sua famiglia. Un gesto che insegna i valori di appartenenza alla divisa e i valori che incarna i valori l’Arma dei carabinieri e che lui ha trasmesso.
Sul fronte delle indagini le Procure di Lecce e di Brindisi sono in stretto contatto. Vengono analizzati gli elementi raccolti, le auto sequestrate usate dai malfattori e le decine di filmati girati dagli automobilisti che riprendono l’assalto. Le indagini si estendono anche nel Foggiano, territorio di origine dei due fermati, con controlli e perquisizioni.