Follia allo stadio: scontri in Sicilia, muore poliziotto
ROMA - Prima gli incidenti, poi l'annuncio dell'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco: «un poliziotto è morto», quindi la conferma ufficiale e infine la decisione della Figc: il calcio si ferma. È questa la storia di un folle pomeriggio dove una semplice partita di calcio, l'atteso derby siciliano tra Catania e Palermo, si trasforma nel più tragico degli eventi. «E' una situazione che non riesco neanche a commentare, perdere la vita a 38 anni è incredibile», sono state le parole del commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli. Il numero 1 della Figc, dopo essersi consultato con le diverse componenti, ha deciso che è il momento di dire basta, di fermarsi a riflettere. Un poliziotto che perde la vita per una partita di calcio è troppo. «Questo non è sport, sono d'accordo con Petrucci e con tutte le componenti del calcio e abbiamo bloccato tutto - ha proseguito Pancalli - Ho fatto un giro di telefonate, a partire da Petrucci e sentendo anche le altre componenti del calcio, dobbiamo fermarci, ci fermiamo».
LA DINAMICA
Sarebbe stato l'arrivo dei tifosi del Palermo, giunti allo stadio «Massimino» quando già era cominciato il secondo tempo e la squadra rosanero era in vantaggio per 1 a 0, a scatenare la reazione furibonda di alcuni supporters del Catania che hanno atteso gli «avversari» all'esterno bersagliandoli con una fitta sassaiola.
Le forze dell'ordine, che avevano scortato i pullman provenienti da Palermo, si sono frapposte evitando il contatto diretto tra le due tifoserie. Ma anche dopo l'ingresso nello stadio dei sostenitori della squadra ospite, gli ultras del Catania hanno continuato la loro guerriglia, lanciando fumogeni e bombe carta. Una di queste ha colpito l'ispettore capo Filippo Raciti, che si trovava all'interno di una vettura di servizio. Il poliziotto, morto per arresto cardiocircolatorio, è rimasto anche intossicato dalle esalazioni provocate dall'esplosione.
UN CENTINAIO I FERITI
Sono circa cento le persone rimaste ferite ieri sera, tra cui numerosi poliziotti e carabinieri, negli scontri tra ultras avenuti allo stadio catanese durante e dopo il derby tra Catania e Palermo. Nessuno dei feriti, come spiegano i sanitari, è però in pericolo di vita. Le condizioni più serie sono quelle di due poliziotti, uno di loro è ricoverato in Rianimazione all'ospedale Garibaldi di Catania, ma solo per potere effettuare degli esami diagnostici. L'altro è in osservazione per un trauma cranico. L'agente è caduto a terra, sbattendo la testa, dopo essere stato investito da un giovane a bordo di uno scooter.
LE REAZIONI POLITICHE
Prima la morte di Licursi, il dirigente della Sammartinese, ora gli scontri di Catania. Il mondo del calcio si ferma e, come ha confermato lo stesso Pancalli dopo aver sentito il premier Romano Prodi, il ministro dell'interno Giuliano Amato e il ministro dello sport Giovanna Melandri, lo fa «a tempo indeterminato. Non basta una giornata di stop - ha detto ancora il vicepresidente del Coni - I campionati non ricominceranno finchè non si troverà una soluzione». Ma non solo. Perché anche le gare della Nazionale maggiore e dell'under 21 previste per la prossima settimana non si giocheranno. L'Italia di Donadoni avrebbe dovuto affrontare mercoledì a Siena la Romania, mentre gli azzurrini di Casiraghi il giorno prima avrebbero dovuto giocare contro il Belgio a Chieti. Le due partite salteranno ed è a rischio anche il torneo di Viareggio in programma a partire da lunedì. Una decisione storica ma inevitabile e che trova d'accordo tutti, a partire dal presidente dell'Assocalciatori Sergio Campana il quale, prima ancora che fosse ufficiale la sospensione a tempo indeterminato, aveva proposto di fermare il calcio «per un anno, per far riflettere su tutti i mali che mostra». Ecco allora lunedì a Palazzo Chigi «un tavolo d'emergenza» con i ministri Amato e Melandri a per superare una volta per tutte il problema della violenza nel calcio. «Il Governo non tollererà più che ogni giornata di campionato siano dispiegati migliaia di agenti delle forze dell'ordine se a rischio rimane l'incolumità loro e quella dei cittadini - sono state le parole della Melandri - D'accordo con il Ministro dell'Interno Giuliano Amato riteniamo che la sospensione della prossima giornata dei campionati decisa dalla Figc sia una decisione quanto mai opportuna. Il governo ed il mondo dello sport nelle prossime ore dovranno però far sì che il campionato riparta in maniera totalmente diversa». Duro anche il commento del premier Romano Prodi per il quale «è necessario un segnale forte per fermare la degenerazione dello sport a cui stiamo sempre più spesso drammaticamente assistendo con episodi di questa gravità». Si muove anche il mondo dello sport. Il Coni ha convocato, per lunedì prossimo alle 15, una Giunta straordinaria per fare il punto. Per il presidente della Lega Antonio Matarrese «è un momento terribile e mai come ora il calcio deve interrogarsi e riflettere sul proprio futuro».
Dai siti delle squadre di A e B, intanto, piovono messaggi di cordoglio per la famiglia del poliziotto morto. Adesso è il momento di rimboccarsi le maniche.
STOP AL CALCIO
Il calcio italiano si ferma, stavolta a tempo indeterminato. Stop anche alla Nazionale campione del mondo. Il derby di sangue tra Catania e Palermo, costato la vita all'ispettore di polizia Filippo Raciti, scuote il mondo del pallone: un vertice straordinario in notturna in Federcalcio convocato d'urgenza dal commissario Luca Pancalli, ha fatto decidere l'immediato blocco del prossimo turno in programma nel week end di tutte le serie.
Mai l'Italia aveva preso una decisione così drastica. L'unico precedente di una domenica senza campionato dodici anni fa, per la morte di Vincenzo Spagnuolo, il tifoso del Genoa ucciso con una coltellata prima di un Genoa-Milan: ma quello del 5 febbraio 1995 fu un blocco simbolico e di una giornata. Stavolta, si ferma anche la nazionale e non si riprende - avverte la Federcalcio - finché non si inverte la rotta.
A dar la misura della gravità della situazione, l'intervento preoccupato del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha voluto far sentire la sua voce dopo la tragedia di Catania. La morte del funzionario di polizia e l'incredibile pomeriggio da guerriglia urbana di Catania sono un colpo tremendo a tutto il calcio italiano, già prostrato da Calciopoli. Per questo, deve esser stata la convinzione della Federcalcio, l'unica soluzione possibile era lo stop immediato
Il provvedimento del blocco è stato deciso all'istante in serata da Pancalli, dopo un consulto telefonico con il presidente del Coni, Gianni Petrucci, che aveva avallato qualsiasi decisione dei vertici federali, e i contatti con il ministro Giovanna Melandri, potrebbe non essere circoscritto ad una sola giornata. «Così io non vado più avanti - ha detto il commissario straordinario della Federcalcio - la prima decisione l' abbiamo presa all'istante appena saputa la tragica scomparsa dell'agente. Seguiranno gli approfondimenti del caso e il ministro Melandri mi ha detto che si aprirà un tavolo d'emergenza, lei che aveva già parlato con il ministro Amato e con Prodi». Si tratta di uno stop a tempo indeterminato: «Non si ripartirà fino a quando non verranno fermati i facinorosi. Si tratta di delinquenza e come tale va combattuta».
E d'urgenza nella palazzina di via Allegri è stato convocato anche il vice commissario Gigi Riva. Pancalli ha infatti deciso anche di non far giocare le partite delle due Nazionali: quella dell'Under 21 a Chieti e l'impegno degli azzurri campioni del mondo a Siena con la Romania. Un segnale particolarmente forte, come ha voluto sottolineare il commissario, che ha aggiunto che quella trascorsa è «una settimana che non ha nulla a che fare con lo sport». E anche Riva ha definito «inaccettabile» quanto accaduto a Catania. «Il segnale più forte lo darà proprio la Nazionale campione del mondo - ha insistito Riva - perché gli azzurri si fermano e protestano contro la violenza. Questa certo è una pesante sconfitta per il calcio, ma era inaccettabile che una volta fermati i campionati si dessero i convocati e si giocassero le due partite delle Nazionali».