Droghe - Vietata la salvia divinorum
TORINO - Un primo sequestro di salvia del tipo divinorum, considerata sostanza stupefacente, è stato effettuato dai carabinieri del Nas in un negozio smart-shop di Torino. La salvia divinorum, che fino a luglio era liberamente in vendita, deve essere ritirata dal commercio per ordine del Ministero della Salute.
I carabinieri del Nas, dopo il provvedimento di sequestro, hanno svolto un controllo in uno smart-shop del centro storico di Torino, trovando vari flaconi di un prodotto chiamato Salvia 5X e indicato genericamente come «incenso»: il negoziante, interrogato dai militari, ha ammesso che contiene salvia divinorum, e così è stato denunciato per frode in commercio, in quanto le informazioni contenute nell'etichetta sono state ritenute ingannevoli.
La salvia divinorum, pianta originaria degli altipiani del Messico e già utilizzata dagli antichi abitanti di quel paese per cerimonie religiose e cure mediche, oggi è molto diffusa in Italia soprattutto tra i giovanissimi, che la assumono per inalazione. Agli atti dell'inchiesta del procuratore Guariniello risultano due segnalazioni di effetti collaterali provenienti dal centro antiveleni Niguarda di Milano: in un caso il consumatore è stato colpito da allucinazioni, in un altro da crisi convulsive.
CHE COS'E'LA SALVIA DIVINORUM
La salvia divinorum sequestrata oggi per la prima volta in Italia è da tempo nota come un potente allucinogeno. E' soltanto una lontanissima parente dell'innocua salvia officinalis, la pianta aromatica mediterranea comunemente utilizzata in cucina.
Originaria del Messico e nota come la «salvia degli dei» che aiuta a parlare con gli antenati, questa sostanza stupefacente è diventata di moda circa cinque anni fa negli Stati Uniti. Su Internet cominciarono a moltiplicarsi i siti dedicati a questa sostanza potentissima, capace di provocare allucinazioni intense grazie al suo principio attivo, chiamato salvinorina A, riconosciuto dagli esperti come uno dei più potenti allucinogeni naturali conosciuti. La salvironina A può infatti scatenare i suoi effetti con dosi di pochi microgrammi e, se assunto in dosi massicce (superiori a un milligrammo), può provocare stati di incoscienza e perdita temporanea di memoria.
Come la sua fama, anche la diffusione della salvia divinorum è avvenuta su Internet, dove a lungo è stata venduta liberamente sia negli Stati Uniti sia in Europa. I primi sospetti sono però nati nel 2002, quando l'ente anti narcotici degli Stati Uniti ha cominciato a indagare sulla nuova droga, dopo avere osservato un notevole aumento nei consumi. Nello stesso periodo la moda è giunta in Europa, soprattutto in Olanda, e ha raggiunto velocemente anche l'Italia, dove la salvia divinorum ha cominciato ad essere venduta nei cosiddetti smart shop.
I primi sospetti sulla pericolosità di questa sostanza sono nati in Italia nel settembre 2002: in seguito ai malori provocati dalla salvia divinorum in alcuni giovani in una discoteca di Savona, i carabinieri disposero il sequestro della sostanza e ne inviarono alcuni campioni al ministero della Sanità. Nel giugno scorso la salvia divinorum è stata al centro di un'inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, ed oggi il ritiro di questa sostanza dal commercio è stato disposto in seguito al provvedimento del ministero della Salute pubblicato il 9 agosto scorso sulla Gazzetta Ufficiale.