Mercoledì 28 Settembre 2022 | 21:28

In Puglia e Basilicata

accertamenti su presunti abusi sessuali commessi su almeno altri tre minorenni

Violenza sessuale su un'altra minore
arrestati due uomini nel Barese
Erano vicini di casa della 16enne

04 Agosto 2017

BARI - Per un anno e mezzo avrebbero costretto una 16enne con un disagio socio-ambientale a subire violenze sessuali quasi quotidiane «in modo brutale e senza alcuna pietà». Con l’accusa di violenza sessuale aggravata, i Carabinieri di Bari hanno arrestato il 69enne barese Francesco Cassano e il 45enne di Triggiano Michele Armenise. A entrambi il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha concesso i domiciliari ma la Procura ha annunciato che impugnerà il provvedimento insistendo per il carcere. I due arrestati vivono nella stessa strada della ragazza.
Le indagini, partite nel giugno scorso dopo la denuncia della mamma della vittima ed eseguite in collaborazione con la sezione di pg della Polizia Municipale di Bari, sono state coordinate dal pm Simona Filoni, che ha avviato accertamenti su altri minori presunte vittime di abusi da parte dei due indagati e che da alcuni giorni indaga anche sul presunto stupro di gruppo su una 15enne all’interno del porto di Bari.

Le violenze sulla 16enne si sarebbero consumate in diversi luoghi della città: il retrobottega del negozio gestito dal più anziano dei due, dove la ragazza aveva lavorato per qualche tempo dando una mano con le consegne a domicilio; un garage; il casolare di campagna del 45enne e una cabina della spiaggia barese San Francesco, nel periodo in cui la struttura balneare era chiusa. Per mesi la ragazza ha taciuto, per vergogna e paura, minacciata di morte dai due, vicini di casa della vittima, e timorosa della eventuale reazione del padre. Gli abusi, definiti dalla Procura «turpi e deprecabili», sarebbero stati commessi a turno e in alcuni casi contemporaneamente da Cassano e Armenise, costringendo a volte la 16enne anche a seguirli in casa per guardare con loro film pornografici. Videocassette e dvd porno, oltre a decine di confezioni di preservativi, creme lubrificanti e altri prodotti simili, sono stati trovati dai Carabinieri nascosti negli armadi delle abitazioni dei due indagati, perquisite oggi contestualmente alla notifica degli arresti.

A raccontare tutto agli inquirenti baresi, «alternando momenti di totale disperazione e pianto» riferisce la Procura, è stata la stessa vittima. «È emersa tutta la sua sofferenza, spiegano gli investigatori - unitamente al sentimento di colpa per quanto accaduto e per la sua incapacità di sottrarsi alle malsane voglie dei due indagati, probabilmente divenuti correi per mera coincidenza, ma accomunati dalla loro perversione, dai quali era quasi soggiogata». Gli stupri sarebbero stati messi in atto «in maniera così sistematica e violenta - dice ancora la Procura - da avere compromesso la sua integrità di minore, con gravi ripercussioni sia dal punto di vista fisico che psicologico».
«Dopo il terzo caso di violenza sessuale denunciato in poche settimane a Bari è il momento che le istituzioni si diano da fare» ha commentato il Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Ludovico Abbaticchio, il quale ha parlato di «istituzioni distratte su questi temi», annunciando per martedì la convocazione di una task force regionale. (di Isabella Maselli, ANSA) 

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