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a bisceglie

L’erosione costiera
mina la torre del ‘500

torre costiera a Bisceglie

di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE L’erosione costiera avanza costantemente, mettendo a repentaglio due costruzioni militari cinquecentesche. Sul confine di Bisceglie con Trani, diviso dalla Lama Paterno, svetta un’antica torre cinquecentesca di avvistamento. Sul fronte opposto in direzione di Molfetta, sorge un’altra torre quasi “gemella” detta “Calderina”. Entrambe furono erette per controllare meglio le coste ed allertare le popolazioni in caso di incursioni corsare in arrivo dal mare. Fu istituita, finanche, una tassa generale per pagare il salario alle guardie torriere.
Oggi invece sulle due torri incombe un comune futuro incerto, per la mancanze di opere di difesa atte a frenare le violente mareggiate. Urge, infatti, un intervento di consolidamento nei tratti in questione, prima che sia troppo tardi e che le onde marine compromettano ulteriormente la loro situazione statica. Dalla falesia si staccano spesso massi pesanti che rotolano fin sulla spiaggia sottostante. Lo stato di pericolo fu rilevato due anni fa dalla Capitaneria di Porto di Barletta, che emise un’ordinanza in cui si rendeva noto che «lo specchio acqueo antistante la torre di avvistamento sita in zona ponte Lama e da ritenersi pericoloso per la pubblica incolumità e per la sicurezza della navigazione, in quanto potrebbe essere interessato da fenomeni franosi rivenienti dal retrostante praticabile demaniale marittimo».

L’ordinanza vietava, nello specchio acqueo suddetto, la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le unita navali in genere, la balneazione, la pesca sia professionale sia sportiva con qualunque tecnica, nonchè l’espletamento di qualsiasi attività subacquea e di superficie connessa agli usi del mare. Analogo provvedimento fu adottato il 26 maggio 2014 dal sindaco di Bisceglie, Spina, di divieto di navigazione, sosta, ancoraggio di unità navali, pesca ed attività subacquea nello specchio acqueo antistante la torre di avvistamento di Lama Paterno. L’allerta dell’autorità marittima era scattata già dal 13 luglio 2013, quando indirizzò all’amministrazione comunale di Trani la richiesta di una relazione sommaria circa l’eventuale presenza di fenomeni di dissesto idrogeologico ed instabilità della costa. Si giunse al 10 marzo 2014 scorso quando l’Ufficio Locale Marittimo trasmise al Comune di Trani il verbale di accertamento e di constatazione sullo stato dei luoghi, redatto congiuntamente con la polizia municipale, descrittivo dello stato dei luoghi del tratto di costa situato in zona “ponte Lama”, dal quale emerge un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. Quel tratto costiero e costituito principalmente da roccia calcarea stratificata, con presenza sull’arenile, di grossi massi di dimensioni variabili. Invece non emerge alcun programma di recupero della torre Calderina che “guardava” le città di Bisceglie e di Molfetta.

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