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Qualità del sangue e derivati
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Le complesse apparecchiature del Cqb di Lecce ed il suo personale sono oggi in grado di effettuare test microbiologici su circa 75mila unità all’anno di sangue raccolte

sacche di sangue donato

LECCE - L’ospedale Vito Fazzi di Lecce guadagna l’eccellenza regionale anche in tema di «qualificazione biologica» del sangue e dei suoi componenti, grazie all’apertura del nuovo Centro (Cqb) del Servizio immunotrasfusionale del nosocomio leccese.
Le caratteristiche e le attività del nuovo presidio, realizzato su un’area di 170 metri quadri al piano rialzato dell’ospedale leccese, sono state illustrate ieri mattina in occasione del taglio del nastro della struttura, cui hanno partecipato i vertici amministrativi e sanitari del Fazzi, il direttore generale della Asl, Silvana Melli, ed il nuovo direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria, Antonio Pastore. «Un centro d’avanguardia, capace di effettuare 650 valutazioni al giorno - ha sottolineato il direttore Melli - e che ha l’obiettivo di rispondere agli standard elevati di qualità e sicurezza che oggi sono richiesti e previsti dalla normativa europea in materia emotrasfusionale».

Le complesse apparecchiature del Cqb di Lecce ed il suo personale sono oggi in grado di effettuare test microbiologici su circa 75mila unità all’anno di sangue raccolte in un anno nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto e destinate agli ospedali dell’intera area-Salento. Un’attività di analisi e validazione che risulta essere la più consistente in Puglia, dove sono presenti altri due Cqb: uno a Foggia (a servizio di Bat e della Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo), dove vengono trattate 49mila unità di sangue, e a Bari (ospedale San Paolo), dove sono raccolte 55mila unità.

Presente all’inaugurazione del nuovo Centro anche l’associazione «Salute Salento», che ricorda come il Cqb sia previsto da una delibera della Regione Puglia (la 2040 del 7.11.2013) sulla «Razionalizzazione dei processi diagnostici di qualificazione biologica degli emocomponenti nelle strutture trasfusionali», entrata in vigore il 15 febbraio scorso.
Ad illustrare le caratteristiche del Centro sono stati la dottoressa Antonella Caroli, in rappresentanza del direttore del Dipartimento della salute della Regione, Giovanni Gorgoni ed il dottor Ferdinando Valentino, responsabile del Dipartimento servizi immuno-trasfusionali della Asl, che ha evidenziato la razionalità del sistema, in termini di riduzione dei rischi e di economicità dei costi.
Al Centro-laboratorio lavorano 2 biologi e 6 tecnici che eseguono i test siero-virologici e di biologia molecolare su tutti i campioni di donatori provenienti dai centri trasfusionali di Copertino, Galatina, Casarano, Tricase, Gallipoli, Brindisi, Taranto e Martina Franca.

La biologa responsabile del Cqp, Alessia Sticchi Damiani, si è soffermata sull’informatizzazione dei Centri e dei percorsi delle 3 auto che ogni mattina raccolgono in tutta sicurezza i campioni da valutare. Soprattutto per verificare le condizioni di salute del donatore e per scongiurare la presenza di virus (come Hiv o epatite). Considerata la «fragilità» del sangue e degli emocomponenti, particolare attenzione è stata riservata all’organizzazione del trasporto. Ogni giorno qualificati veicoli della ditta «Leader service» che si è aggiudicata la gara, raccolgono i campioni dai sette centri del Salento e li consegnano al Cqb del Fazzi, percorrendo itinerari prestabiliti, lungo i quali viene registrata la temperatura dei contenitori ogni 5 minuti e tracciata la percorrenza, nel rispetto delle norme sul trasporto di merci pericolose su strada.
La scelta della Regione di «centralizzare» le attività di valutazione del sangue deriva da un precedente quadro di frammentazione presso numerose strutture sanitarie, complessivamente più costoso e non più compatibile con l’esigenza di garantire i rigorosi requisiti prescritti dalle norme comunitarie. [p.b.]

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