Le novità del 2023

Da oggi scatta la stangata sui farmaci: aumentano quelli di fascia C

Massimiliano Scagliarini

Per acquistarli potrebbe essere chiesto un prezzo diverso (e naturalmente più alto) rispetto a quello segnato sulla confezione

BARI - Da oggi chi si reca in farmacia per acquistare un medicinale di fascia C potrebbe sentirsi chiedere un prezzo diverso (e naturalmente più alto) rispetto a quello segnato sulla confezione. Avviene ogni due anni, ed è previsto dalla legge: a partire dal 1° gennaio degli anni dispari, in base al decreto Storace del 2005, le case produttrici possono procedere all’adeguamento dei listini. Nella pratica gli aumenti - per i quali c’è tempo fino a fine mese - scattano sempre dal primo giorno del nuovo anno. E stavolta potrebbe esserci una vera e propria stangata.

I farmaci di fascia C sono quelli, con obbligo di ricetta, interamente a carico del cittadino. La legge dice che gli aumenti di prezzo biennali non possono superare l’inflazione programmata, che alla precedente scadenza (2021) era prossima allo zero se non negativa: eppure questo non ha impedito ai produttori di ritoccare all’insù i listini. E dunque stavolta, con un tasso di inflazione programmata attualmente al 7,1%, è probabile che i ritocchi siano molto significativi.

I numeri precisi si conosceranno a partire da oggi, quando i farmacisti - accedendo ai gestionali - potranno verificare gli aumenti decisi dai fabbricanti. Un esempio di questa categoria sono i farmaci gastroprotettori, utilizzati in maniera massiccia anche nelle terapie anticovid, che sono soggetti a obbligo di prescrizione medica ma sono interamente a carico del cittadino (il pantoprazolo è al momento uno dei farmaci più prescritti in assoluto): diversi produttori hanno aumentato il costo per confezione di un euro, con una incidenza che sembrerebbe superiore a quella massima prevista dalla legge. La vigilanza spetta all’Aifa, l’Agenzia del farmaco, che deve effettuare un monitoraggio sui prezzi.

Va detto che sui farmaci di fascia C le farmacie hanno la possibilità di praticare uno sconto al cittadino (il prezzo di listino è il prezzo massimo), mentre sui farmaci da banco non esiste alcun tipo di limitazione (e dunque i prezzi sono liberi, e possono variare in qualunque momento dell’anno). Nel frattempo, la manovra finanziaria del governo ha riservato un piccolo regalo anche alle farmacie: dal 1° marzo hanno ottenuto 150 milioni l’anno come rimborso aggiuntivo «per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale». Si tratta, in media, di 7.500 euro l’anno di contributo per ciascuna farmacia italiana.

Privacy Policy Cookie Policy