il caso

Comuni montani declassati, Carlantino ricorre al Tar: «Rivedere i criteri»

La legge Calderoli definisce montani solo i paesi con almeno l’80% della superficie sopra i 600 metri o dislivelli significativi escludendo di fatto 14 comuni della provincia di Foggia, 29 in Puglia e circa mille in tutta Italia

Carlantino, comune di circa 800 abitanti in provincia di Foggia, ha presentato ricorso al Tar Lazio contro la legge 131/2025 (nota come legge Calderoli o legge sulla montagna) che definisce montani solo i paesi con almeno l’80% della superficie sopra i 600 metri o dislivelli significativi escludendo di fatto 14 comuni della provincia di Foggia, 29 in Puglia e circa mille in tutta Italia. E’ il primo comune della Capitanata ad aver già adito le vie legali. Ne dà notizia il presidente del coordinamento nazionale Piccoli Comuni Italiani, Virgilio Caivano. La maggior parte dei 14 comuni Foggiani si trova sui Monti Dauni e tra questi ci sono Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia e Candela.

«I piccoli comuni italiani, dopo aver chiesto ripetutamente al Governo ed al Ministro Calderoli di rivedere i criteri senza avere risposte adeguate hanno deciso di adire le vie legali, presentando ricorsi al Tar Lazio - sottolinea Caivano - E' incredibile la vicenda di Carlantino, nel cui territorio insiste la seconda diga in terra battuta più grande d’Europa. Occhito disseta la Puglia ma condanna il piccolo comune ad uscire dallo status montano perché, secondo i criteri, sposta verso il basso il territorio. Chiediamo al Governo di rivedere i criteri»

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