Serie C

Il Foggia fa un’altra rivoluzione: Pavone ds, panchina a Cangelosi

raffaele fiorella

Via Barilari, Bucaro vice tecnico. Gli ex di Zemanlandia chiamati a salvare i Satanelli dalla D

Un’altra rivoluzione, per dare una sterzata a una stagione che ha preso una brutta piega. L’operazione nostalgia, a Foggia, continua. Dopo la svolta che ha portato al timone della società Gennaro Casillo (figlio dell’ex patron Pasquale) insieme a Giuseppe De Vitto, c’è il ribaltone anche nell’area tecnica. Il club dauno corre ai ripari e si affida ad alcuni grandi ex di Zemanlandia. Esonerato il tecnico Enrico Barilari. Divorzio anche dal suo vice Leonardo Bitetto e dal ds Carlo Musa. La direzione sportiva del club viene affidata a Peppino Pavone, già più volte, in passato, uomo mercato dei «Satanelli». Quattro anni fa, nella stagione 2021/22, la sua ultima volta da dirigente rossonero, prima della telefonata di Gennaro Casillo che sabato, in tarda serata, gli ha chiesto di tornare a vestire il ruolo di responsabile dell’area tecnica. Panchina affidata a Vincenzo Cangelosi, foggiano d’adozione, ex portiere dei «Satanelli» e che ha seguito Zeman, come allenatore in seconda, per quasi tutta la carriera del tecnico boemo. Nuovo vice allenatore del Foggia sarà Giovanni Bucaro, altro ex della formazione rossonera, da difensore, e anch’egli collaboratore di Zeman negli anni scorsi, a Pescara.

È durata appena tre mesi l’esperienza di Barilari alla guida del Foggia. Il tecnico ex Sestri Levante e Sorrento era subentrato ad inizio novembre a Delio Rossi, che aveva risolto il contratto col club rossonero. Per Barilari bilancio di sette sconfitte, tre pareggi e altrettante vittorie. Un esordio da incubo (0-3 in casa con il Benevento). Poi una graduale ripresa della squadra. I picchi nelle vittorie casalinghe con Cosenza e Monopoli, le buone prove di Salerno (nonostante il ko) e allo «Zaccheria» nel pari di inizio gennaio col Catania. Infine, l’involuzione delle ultime cinque giornate, chiuse con una sola vittoria, tre sconfitte di fila e una squadra tornata, nonostante la campagna di rafforzamento fatta a gennaio sul mercato, preda dei propri limiti e delle proprie paure. Una formazione scivolata di nuovo al penultimo posto in classifica, condannata da numeri impietosi: appena una vittoria in trasferta (ottenuta nella gestione Rossi) e peggiore difesa del torneo, con 43 reti al passivo.

A Cangelosi, che in C ha già allenato Casertana e Perugia, il compito di risollevare una squadra che deve ritrovare compattezza, solidità, riprendere a credere in se stessa. «Nato a Palermo il 12 ottobre 1963, Cangelosi è stato storico collaboratore tecnico di Zdenek Zeman nel corso della sua lunga carriera, lavorando al suo fianco per ben 33 anni a partire dalla prima esperienza in rossonero nel 1989 - riassume il Foggia Calcio in una nota -. Nel corso degli anni ha maturato importanti esperienze professionali con Lazio, Roma, Salernitana, Avellino, Brescia, Lecce, Stella Rossa, Lugano e, successivamente, ancora Foggia, Cagliari e Pescara. Nella stagione 2022/2023 diventa allenatore della Casertana, incarico che ricopre fino a maggio 2024, totalizzando 107 punti in 61 gare ufficiali. Nel febbraio 2025 approda al Perugia, ereditando la squadra nelle zone basse della classifica e conducendola fino a ridosso della zona playoff al termine della stagione, prima di interrompere il rapporto contrattuale all’inizio dell’attuale annata sportiva». Bucaro, classe ’70, palermitano di nascita e foggiano d’adozione, ha allenato Manfredonia, la Primavera della Juve, Sorrento, Savoia, Arezzo, Monopoli, Avellino, Sicula Leonzio, Bisceglie e Pescara.

Ieri pomeriggio a Trinitapoli, il primo allenamento del nuovo staff tecnico, sotto gli occhi di Pavone. La società intanto resta vigile sul mercato e potrebbe far ricorso a qualche svincolato, per rinforzare la difesa con un paio di pedine (un terzino destro e un centrale). Domani, senza l’infortunato Liguori (spalla ko) subito un battesimo di fuoco per il nuovo corso tecnico del club rossonero: lo scontro diretto allo «Zaccheria», alle 20:30 col Picerno. Il primo di 13 esami da superare, in due mesi e mezzo (di cui sette in casa e sei fuori), per scongiurare il peggio, conquistare la salvezza evitando l’ultima posto e i playout.

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