il ricordo

Valeria Fedeli: una vita al servizio di dignità eguaglianza e educazione

Antonio Derinaldis

Valeria Fedeli non è stata solo una figura politica. La sua storia attraversa il sindacato, il Parlamento, il Ministero dell’Istruzione e dell'Università.

Valeria Fedeli non è stata solo una figura politica. È stata, prima di tutto, una donna di valori, una testimone tenace del lavoro, dei diritti e della cultura come strumento di emancipazione collettiva. La sua storia attraversa il sindacato, il Parlamento, il Ministero dell’Istruzione e dell'Università.

Ma più di ogni incarico, resta l’impronta umana e pedagogica che ha lasciato in chi l’ha incontrata, ascoltata, amata. In particolare ricordo quella meravigliosa calda estate di alcuni anni fa con il direttore Mimmo Mazza, la scrittrice Maria Pia Fusco e tanti altri amici a Maruggio nel salento ionico. Il suo impegno per la parità di genere, per i diritti delle lavoratrici, per un femminismo sociale e costruttivo è stato coerente, instancabile, profondo.

Ha saputo tenere insieme il rigore e la dolcezza, l’autorevolezza e l’ascolto. Credeva che lo studio dovesse essere il primo diritto sociale da garantire, il cuore del patto tra Stato e cittadino. Fedeli ha promosso una scuola e un'università inclusiva, plurale, capace di preparare alla cittadinanza critica e all’incontro tra generazioni. Il suo pensiero pedagogico era radicato in un umanesimo sociale pratico, integrale, quotidiano, sensibile ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni sociali.

Citava spesso Don Lorenzo Milani. Tutti uniti diceva nella costruzione della «filiera della conoscenza».

Ma Valeria è stata anche qualcosa in più. Per molti e molte è stata un riferimento affettivo. Una seconda madre istituzionale e costituzionale, come per me. Una consigliera silenziosa. Una figura capace di tenerti per mano, ma anche di sfidarti a essere migliore.

La sua passione era contagiosa, la sua visione mai rassegnata. Sapeva guardare al futuro con responsabilità e speranza. Oggi che ci manca la sua voce, il suo esempio ci resta più vivo che mai. Fedeli ci lascia un’eredità morale: l’idea che ogni impegno pubblico debba essere nutrito dalla cura, dall’educazione e dal rispetto per la persona. Le nuove generazioni hanno bisogno di questo esempio. La ricordiamo con gratitudine, con commozione, ma anche con un impegno rinnovato: costruire un’Italia più giusta, più colta, più eguale. Proprio come lei ha sempre sognato. Grazie, Valeria.

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