L'iniziativa editoriale

Nasce Gazzetta Economia, l’agenda del Sud

Maristella Massari

Non come un inserto tematico, ma come uno spazio stabile di analisi, approfondimento e racconto dei processi che stanno ridisegnando il Mezzogiorno produttivo. Un luogo editoriale dedicato ai numeri, ma soprattutto alla loro interpretazione

Nasce oggi Gazzetta del Mezzogiorno Economia. Non come un inserto tematico, ma come uno spazio stabile di analisi, approfondimento e racconto dei processi che stanno ridisegnando il Mezzogiorno produttivo. Un luogo editoriale dedicato ai numeri, ma soprattutto alla loro interpretazione. Perché i numeri, da soli, non spiegano. Vanno letti, incrociati, contestualizzati.

Partiamo dal turismo. Non per scelta casuale, ma perché è il comparto che più di altri racconta la trasformazione economica in atto.


La 46ª edizione della BIT di Milano ha certificato un passaggio importante. La Puglia ha chiuso il 2025 con 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze, con una crescita della domanda internazionale superiore al 25%. La Basilicata ha superato 1 milione e 35 mila arrivi e 2,83 milioni di presenze, con un incremento del +9,7% rispetto al 2019, anno simbolo di Matera Capitale europea della Cultura. Non sono semplici risultati statistici. Sono indicatori di un sistema che ha compiuto un salto di maturità.
Il turismo oggi in Puglia incide per circa il 13% sul Pil regionale. Significa occupazione diretta e indotto, significa filiere che si muovono: accoglienza, ristorazione, servizi culturali, trasporti, artigianato, agroalimentare. Significa capacità di attrarre investimenti, di riqualificare centri storici, di restituire centralità a borghi e aree interne. I punti di forza sono evidenti.
Il mare, tra Adriatico e Ionio, resta un attrattore potente, ma non è più l’unico. Le città d’arte (Bari, Lecce, Ostuni, Trani) hanno consolidato un posizionamento internazionale. Le zone montane del Gargano e dell’Alta Murgia, i cammini religiosi, il turismo delle radici, il segmento enogastronomico, il turismo lento e quello congressuale stanno ampliando l’offerta oltre la stagionalità estiva.


Il sistema ricettivo si è diversificato: cresce l’extralberghiero, aumentano le locazioni turistiche, si rafforza il comparto degli eventi e del MICE, che in Puglia conta circa 250 sedi dedicate e intercetta ogni anno centinaia di migliaia di partecipanti. È un turismo più complesso, meno concentrato, più diffuso. Ma i punti di debolezza restano strutturali. Le infrastrutture di collegamento non sempre adeguate, la frammentazione dell’offerta, la necessità di una promozione ancora più mirata sui mercati esteri, la carenza di grandi contenitori congressuali capaci di intercettare eventi internazionali di alto profilo. E ancora: la formazione, la qualità dei servizi, la capacità di fare sistema tra pubblico e privato. La sfida non è più crescere. È governare la crescita. Distribuire i flussi nel tempo e nello spazio, evitare concentrazioni eccessive, trasformare l’attrattività in valore economico stabile. Perché il turismo non è una fotografia, è un processo. E ogni processo complesso richiede visione, programmazione, misurabilità.
Gazzetta del Mezzogiorno Economia nasce per questo. Per raccontare come un asset (che sia il turismo, l’industria, l’energia o l’innovazione) possa diventare motore di sviluppo duraturo. Per analizzare le filiere, le ricadute occupazionali, le scelte di governance.


Per mettere in relazione territori, imprese e istituzioni. Il Mezzogiorno non può più permettersi di essere raccontato solo attraverso le emergenze. Deve essere narrato attraverso le sue trasformazioni. E il turismo, oggi, è la misura più visibile di questa trasformazione. La Puglia e la Basilicata hanno dimostrato che si può crescere in modo strutturale. Ora si tratta di consolidare, investire, misurare. E di raccontarlo con rigore. Perché l’economia non è un comparto. È la trama che tiene insieme un territorio. E da qui comincia il nostro lavoro.

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