l'intesa
Inps, via libera al bonus Zes per il Sud: fino a 650 euro di esonero contributivo per chi assume over 35
Firmato a Palazzo Chigi il Protocollo d’Intesa: : l’obiettivo è favorire l’accesso al credito per chi investe nella Zona economica speciale, tra cui la Puglia e la Basilicata
La pubblicazione delle istruzioni operative sul sito dell’Inps, spiana di fatto la strada al nuovo Bonus Zes Unica per il Mezzogiorno. Si tratta, in estrema sintesi, di un esonero contributivo per chi assume, a tempo indeterminato, persone di almeno 35 anni di età e disoccupate da almeno 24 mesi nelle regioni del Sud Italia. L’esonero, per due anni, è del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro - con esclusione di premi e contributi dovuti all’Inail - nel limite massimo di 650 euro su base mensile per ciascun lavoratore. La misura - prevista dall’articolo 24 del Decreto Coesione e finanziata con 591,4 milioni di euro fino al 2027 nell’ambito del «Programma Nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027» - premia chi sceglie di investire e assumere nel Mezzogiorno. E infatti il bonus è «incassabile» solo a patto che l’attività lavorativa per cui si è assunti venga effettivamente svolta in una delle regioni della Zona economica speciale, tra cui la Puglia e la Basilicata.
i numeri L’efficacia della Zes sta tutta nelle cifre. Per il 2025 parlano i dati a consuntivo dell’Agenzia delle Entrate sulle comunicazioni di richiesta del credito di imposta per gli investimenti effettuati in area Zes. Il totale è di oltre 10mila domande con un balzo del +52% rispetto all’anno precedente. La «torta» però non è divisa in parti uguali fra le otto regioni coinvolte. A fare la parte del leone sono tre regioni - Campania, Sicilia e Puglia - che, insieme, coprono tre quarti del totale. Nello specifico, il Tacco d’Italia - con le sue 1800 richieste - cresce del 46% sul 2024. La Sicilia ne ha prodotte 2.400 segnando un aumento del 46%. Medaglia d’oro per l’area partenopea con 3800 richieste (+59% rispetto al 2024) pari al 35% dell’intera somma. Se Abruzzo, Molise e Basilicata si spartiscono appena il 10% bisogna però sottolineare che, fra tutte le regioni coinvolte, quello lucano è il più alto tasso di variazione in un anno. Le domande, pur con numeri inferiori ai tre territori di testa, sono cresciute in un anno del 62%.
il protocollo con abi Uno dei nodi dirimenti nel percorso di sviluppo della Zes rimane l’accesso al credito per le imprese che investono nell’area. Favorirlo - attraverso l’utilizzo degli strumenti di incentivazione pubblica e il coinvolgimento delle banche che sceglieranno di aderire - è lo scopo del Protocollo d’intesa fra la Struttura di missione Zes, guidata da Giosy Romano, e l’Abi, rappresentata dal direttore generale Marco Elio Rottigni. L’accordo prevede anche un tavolo permanente, ove siederanno l’Abi e la Struttura di missione, per affrontare in modo strutturale e continuo le esigenze delle imprese che investono nel Mezzogiorno. Le firme sono state apposte l’altro giorno a Palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra che richiama le tre parole d’ordine: «Semplificazione, attrattività e sostegno concreto all’economia produttiva». «L’iniziativa - dichiara Rottigni - contribuirà al dialogo continuo e costruttivo tra banche, istituzioni e territori affinché misure pubbliche e strumenti finanziari privati possano operare in modo efficace».