il personaggio
Caso Schettini, gli scambi reaction-voti e il mistero dei 104 video scomparsi dal canale. Il prof: «Valuto azioni legali»
Non si ferma la bufera social sul creatore del canale La Fisica Che Ci Piace: una testimonianza anonima racconta di video ripresi in aula e di reaction usate per alzare i voti all'interrogazione
Non si ferma la bufera social su Vincenzo Schettini, il professore di fisica che ha conquistato il web con le sue lezioni sul canale La Fisica Che Ci Piace. La scorsa settimana, il content creator era stato criticato per il suo intervento nel podcast The Bsmt condotto da Gianluca Gazzoli, in cui parlava - tra le altre cose - di cultura a pagamento e di alunni "costretti" a seguire le sue lezioni virtuali, con tanto di interrogazione il giorno seguente. Adesso, il professore pugliese ha rimosso un centinaio di video dal suo canale. Centoquattro, ad essere precisi.
La rimozione è arrivata dopo che un ex allievo ha raccontato a MOW Magazine come si svolgevano le lezioni del docente-influencer, tra video realizzati durante l'ora di Fisica con l'aiuto degli studenti, a cui dava telefono e attrezzistica varia per filmarlo, e reaction usate per alzare i voti in classe. Il giovane, rimasto anonimo, è stato alunno di Schettini tra il 2018-2019. "Ogni commento veniva valutato istantaneamente dal prof tramite reaction: un pollice in su valeva 0.25 punti, un cuore mezzo punto. Più ne accumulavi, più ti alzava il voto all'interrogazione del giorno dopo", ha raccontato lo studente nella sua testimonianza. Reaction che poi gli alunni raccoglievano in un report e consegnavano a Schettini durante l'interrogazione.
Altre testimonianze dello stesso tenore sono state poi raccolte da Selvaggia Lucarelli. Schettini, che sul suo canale vanta 905mila followers, dopo l'uscita del podcast si era difeso sostenendo che ha sempre tracciato un confine tra insegnamento e attività privata.
«Se io avessi veramente costretto i miei studenti, specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto tante attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi». All’Ufficio scolastico regionale non risulta pervenuta al momento alcuna segnalazione.
«Credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che 'costringevo' i miei studenti a seguire le mie live. Il termine che ho usato - dice - è stato sicuramente infelice: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico, suppongo che probabilmente quello sia stato frainteso».
«La mia didattica - continua Schettini - era ed è sotto gli occhi di tutti da anni, mai nessuno ha detto niente, parlo delle istituzioni, della scuola, del Ministero». Fa sapere, inoltre, di essersi rivolto a dei legali e di valutare le opportune azioni nei confronti di chi pubblica informazioni false. Intanto assicura che «presto» tornerà online con nuovi contenuti, perché "questa storia - dichiara - mi ha fatto venire altre idee»