L'intervista
Longo vira su Cremona: «Bari, serve personalità»
«Mi aspetto progressi. Stiamo riuscendo a farci apprezzare»
BARI - La partita è suggestiva, inutile girarci attorno. Non può essere decisiva, evidentemente. E nemmeno chiarire definitivamente lo spessore del Bari. Però... quando affronti una corazzata c’è più gusto. Con la voglia matta, in campo, di dimostrare che ci sei anche tu. E che, da qui fino a maggio, ci sarà da divertirsi.
Il Bari, già. A questa partita ci arriva nelle migliori condizioni. Squadra in salute, morale altissimo e tante frecce all’arco nonostante la squalifica del giovane Lella. Finora tante sensazioni positive. E la certezza di un gruppo in continua evoluzione, soprattutto tattica. Longo ha toccato, efficacia, tutti i tasti. Dalla parte motivazinale a quella che attiene alla personalità. Con il coraggio che diventa la conseguenza più diretta di tutto questo percorso in divenire.
Longo, la classifica resta ancora molto bloccata. Con Bari e Cremonese, però, al momento vicinissimi.
«Non la guardo e non la guarderò, come già detto questo per noi è un anno di ricostruzione dove dobbiamo ricreare, stiamo cercando di poter progredire nei migliori dei modi. Credo che la strada sia giusta, al di là del fatto che che il pubblico ci apprezzi. La Cremonese non la scopro io e non voglio cadere nelle dichiarazioni banali. Mi interessa cosa fa la mia squadra, noi dobbiamo continuare il nostro percorso facendo una partita di grande personalità».
L’indisponibilità di Lella impone variazioni nel reparto più importante, il centrocampo.
«Le opzioni sono Maiello, Sibilli e Coli Saco, in settimana abbiamo lavorato su questi giocatori. Dobbiamo scegliere in base a come pensiamo che giocherà l’avversario. Lavorando con tre centrocampisti è diverso da giocare a 4 a centrocampo. È normale che giocando da mezzala hai compiti diversi da compiere. Le corse all’indietro le dobbiamo far tutti. I primi a difendere devono essere gli attaccanti, il bene comunque è quello della squadra. Possiamo anche concedere qualcosa a livello di non possesso, avendo la Cremonese tante soluzioni offensive e potendo giocare con tanti moduli. Possiamo concedere qualcosa nella fase di non possesso ma possiamo guadagnarne in fase di possesso. Faremo scelte anche in base alle soluzioni della Cremonese».
A proposito dei grigiorossi. Danno la sensazione di giocare con poca cattiveria, quasi guardandosi allo specchio.
«Non vedo limiti negli avversari, non è comunque la prima volta che troviamo una squadra ferita, che deve fare la partita contro di noi. È già successo con Sampdoria e Frosinone. Sono sicuro che non giocheranno tanto di fioretto ma di certo lo abbineranno a cattiveria agonistica e intensità. La base è rispondere con questi elementi».
Dopo le grandi giocate mostrare a Frosinone ci si chiede quali sono le condizioni di Favilli.
«In questo momento è quello più indietro ma per forza di cose. Succede spesso che nelle prime settimane, con poco lavoro sulle gambe, si ha una risposta che sembra positiva ma poi c’è un decadimento della performance. Dopo la sosta penso che lo avremo in una condizione migliore di quella di adesso».
Restando ai singoli, cosa pensa di Bellomo?
«Ho grande stima di Nicola, il giocatore lo conoscevo e come persona ho trovato un uomo di spessore, riconosciuto dallo spogliatoio, e questo ha solo rinforzato la stima che ho di lui. Questo potrebbe apparire un controsenso, perché vedete che magari non ha giocato molto, ma ho parlato in maniera chiara con Bellomo: lo reputo importante a prescindere per questa squadra. Sta bene però ci vanno delle caratteristiche differenti per come stiamo giocando ora. Facciamo un calcio basato sulle coppie, dove il motore può fare la differenza. Lui sa che deve lavorare per questo e che può essere utile anche a partita in corso».
Anche Manzari pare un po’ sacrificato...
«Sono dispiaciuto per lui, per caratteristiche è un attimo penalizzato ma non perché lo meriti. Sta lavorando sodo, duro e bene. Sono sicuro che nonostante il cambio di disposizione possa trovare spazio, mi sta facendo vedere crescita costante durante la settimana. Sono felice di averlo perché sta dimostrando maturità anche in questo momento in cui non sta trovando spazio. È sempre positivo, ha l’atteggiamento di cui abbiamo bisogno».
Come procede il recupero di Simic?
«Sta meglio, ha fatto una buona settimana e se tutto va bene in rifinitura dovrebbe essere tra i convocati. Sta risalendo e trovando condizione».
Thiago Motta ha strappato consensi dando alla Juve compiti di aggressività e coraggio anche in inferiorità numerica. È quello che ha provato a fare il Bari contro il Cosenza.
«Non oso paragonarmi a un allenatore del genere, dico solo che voglio una squadra che sappia sempre osare e cercare la vittoria. Poi c’è quello ce fai tu e quello che fa l’avversario. Io cerco sempre di essere obiettivo, contro il Cosenza abbiamo provato a essere propositivi nonostante l’uomo in meno».
Che tipo di Cremonese pensa di ritrovarsi di fronte?
«Sono maestri nel possesso palla, hanno ricercato sempre specialisti nei ruoli. Credo sia davanti a noi non solo per la costruzione dell’organico e per cifra spesa. Al tempo stesso dobbiamo andare lì senza snaturarci e facendo la nostra partita. C’è sempre la curiosità di scoprirci, di partita in partita. Loro in fase di non possesso vengono a prenderti sempre forte. Ogni partita, come avete visto, ha il suo spartito, e noi dovremo rispettare quello di domenica».
Il suo Bari manda in gol tanti calciatori.
«Sicuramente è un fattore positivo, è importante che tutti possano dare il loro apporto in termini di gol. Senza Lella perdiamo un giocatore importante, che ci aveva dato una caratteristica mancante in termini di corsa, di forza fisica e inserimento. Forse, visto il passaggio che abbiamo fatto nelle ultime partite, capita in un ruolo dove l’alternativa per caratteristiche precise è Coli Saco dal punto di vista fisico. Di conseguenza, starà a noi trovare un nuovo equilibrio. Gli accorgimenti sulla Cremonese vanno presi in tutte le zone del campo, hanno tanti giocatori molto forti. Dovremo alzare l’attenzione in generale, sarebbe troppo limitante pensare a un solo giocatore quando hai di fronte una corazzata».
Corazzata, sì. Ma reduce da uno stop pesante nel derby.
«Ho visto la partita con il Brescia, se ci sono cinque minuti in più nel secondo tempo la riprendono. Giocare per vincere il campionato non è mai facile anche se la B è sempre molto insidiosa. Non penso affatto a un avversario in difficoltà. Conosco organico, allenatore e direttore. Sono persone di altissimo livello e non sbaglieranno partita».