il personaggio

Brindisi, la procuratrice Pina Montanaro si presenta: «Dialogo fitto con la Dda»

fabiana agnello

Ieri l’insediamento, è la prima donna nella storia dell'ufficio: «Saranno tempi di studio, osservazione, confronto. Mi aspetto un lavoro serio, impegnativo»

«La giustizia non può essere data per scontata: è qualcosa che si guadagna sul campo». Con questa frase, pronunciata con fermezza nell’aula Metrangolo del tribunale di Brindisi, Pina Montanaro ha assunto ieri la guida della Procura, diventando la prima donna nella storia dell’ufficio. L’insediamento è avvenuto davanti ai giudici Ambrogio Colombo, Leonardo Convertini e Margherita Ricci (a latere) che hanno proceduto alla firma formale del nuovo incarico. In aula, un lungo e caloroso applauso ha accolto l’ex procuratore capo Antonio De Donno, presente e più volte omaggiato per il lavoro svolto.

Montanaro arriva a Brindisi dopo 37 anni di funzioni giudiziarie, di cui 35 requirenti. Il consiglio giudiziario l’ha definita «un magistrato eccellente», di «eccezionale valore», con «eccellenti doti organizzative» e una solida esperienza maturata tra la Procura di Taranto, la Corte d’appello e la Procura minorile. «Quasi nove anni nel settore minorile mi hanno cambiata: ho imparato quanto le decisioni giudiziarie incidano sulla vita delle persone», ha ricordato.

Nel suo intervento ha tracciato la rotta dei primi mesi: «Saranno tempi di studio, osservazione, confronto. Mi aspetto un lavoro serio, impegnativo, caratterizzato da intransigenza ma anche da collaborazione leale con tutte le istituzioni». Sulla criminalità organizzata ha assicurato «colloquio costante e quotidiano» con la Direzione distrettuale antimafia.

Il procuratore aggiunto Antonio Negro, suo diretto competitor nella votazione del Csm e reggente dell’ufficio per oltre un anno, le ha rivolto parole intense: «Il futuro della magistratura è donna. Lavoreremo accanto a te in un clima costruttivo».

Il procuratore generale di Lecce, Ludovico Vaccaro, ha ripercorso la carriera di Montanaro, definendola «competente, puntuale, equilibrata, stimatissima dagli avvocati e dai colleghi». Il presidente della Corte d’appello, Roberto Maria Carrelli Palombi, ha sottolineato «il valore aggiunto della sua capacità organizzativa», mentre il presidente del Tribunale Vincenzo Scardia ha ricordato come Montanaro arrivi «preceduta dall’unanime riconoscimento di serietà e professionalità».

Parole di benvenuto anche dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Daniela Faggiano, dal prefetto Guido Aprea, dal deputato Mauro D’Attis e dal sindaco Giuseppe Marchionna. Proprio Aprea, D’Attis e Marchionna hanno insistito su un punto comune: la forza della squadra Stato sul territorio. Hanno ricordato che, se è vero che la criminalità organizzata resta una presenza concreta, altrettanto forte è la risposta delle istituzioni, unite in un’azione coordinata che continua a produrre risultati.

Nel suo intervento finale, Montanaro ha ringraziato De Donno - «l’anima di questa Procura» - e Negro, riconoscendo il patrimonio di relazioni e valori che eredita: «Il mio impegno sarà massimo. Occorre unire sempre legalità e umanità, perché le decisioni giudiziarie incidono profondamente sulla vita delle persone».

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