il caso
«Corse fantasma» a Brindisi, archiviate le accuse ai 29 autisti Stp: la denuncia fu presentata dalla Provincia
Nel procedimento, la Procura contestava agli autisti presunte alterazioni dei fogli di viaggio, interruzioni di tratte e omissioni di servizio, ipotizzando truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio
Tutti e 29 gli autisti della Stp coinvolti nell’inchiesta sulle presunte «corse fantasma» sono stati archiviati. Il gip Nicola Lariccia ha disposto l’archiviazione per insussistenza del fatto, superando la richiesta del pm Luca Miceli, che nel 2025 aveva proposto la chiusura per particolare tenuità del fatto. Tra le posizioni esaminate, quella di Pietro Zaccaria, assistito dall’avvocato Domenico Attanasi, è stata oggetto di una motivazione specifica.
L’indagine era nata dopo la denuncia pubblica del presidente della Provincia Toni Matarrelli, che segnalò irregolarità nella rendicontazione delle corse. La vicenda aprì una fase di tensione istituzionale che portò alle dimissioni forzate del presidente della Stp, Salvatore Tomaselli, dopo la mancata approvazione del bilancio 2022. Tomaselli, già allora, sosteneva che le anomalie fossero marginali e senza impatto sul bilancio. A quel punto si dimise anche l’avvocata Alessandra Cursi, allora nel cda, aprendo una crisi dirigenziale: in una lettera molto dura dichiarò di non sentirsi rappresentata da Tomaselli e di essere in netto dissenso con la sua linea. Oggi è lei a guidare la Stp come presidente.
Nel procedimento, la Procura contestava agli autisti presunte alterazioni dei fogli di viaggio, interruzioni di tratte e omissioni di servizio, ipotizzando truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio. L’avviso del pm elencava episodi distribuiti tra il 2021 e il 2023.
Per Zaccaria, l’unico episodio riguardava la corsa del 20 febbraio 2023, indicata come interrotta prima del capolinea. L’avvocato Attanasi presentò opposizione alla richiesta di archiviazione per tenuità, sostenendo l’assenza di dolo e la piena giustificazione operativa della scelta.
Il gip ha ritenuto «credibile» la versione dell’autista: rispondeva a criteri di buon senso e economia aziendale. Valutazioni analoghe sono state espresse per Marco Marseglia, Roberto Liuzzi e Mario Leccese, le cui spiegazioni sono state giudicate «logiche e credibili». Per gli altri indagati, il giudice ha rilevato l’assenza di un profitto apprezzabile e, soprattutto, la mancanza di qualsiasi danno patrimoniale per Regione, Provincia o Stp, poiché i fondi destinati al servizio non dipendevano dai chilometri percorsi.
Il decreto, depositato il 1° aprile 2026, chiude un’indagine durata oltre tre anni e dispone l’archiviazione per insussistenza del fatto per tutti gli autisti coinvolti. Nel caso di Zaccaria, la decisione conferma integralmente la linea difensiva: il fatto non costituisce reato.